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Veronica Rodenigo
Leggi i suoi articoliMarco Goldin alla fine ha deciso di rinunciare alla preannunciata mostra trevigiana che quest’autunno avrebbe dovuto trovare collocazione nel Civico Museo di Santa Caterina (cfr. lo scorso numero, p. 7) e lo ha fatto alla presenza del suo legale attraverso la conferenza stampa patavina del 9 marzo per chiarire le proprie ragioni e l’intero concept della sua proposta: ben 8 esposizioni articolate in tre sedi diverse (Santa Caterina, l’omonima chiesa e Museo Bailo). Troppe le incertezze, secondo il curatore, in merito ai lavori di adeguamento al Museo civico, troppa ostilità da parte del Comitato Santa Caterina Bene Comune che però in una nota ha respinto come «pretestuose le accuse da parte di Linea D’Ombra» e ha rimarcato come «legittime le critiche a un progetto ritenuto inadeguato e dannoso per il patrimonio artistico e architettonico della città». Di un ritorno di Goldin nel capoluogo della Marca si riparlerà, forse, nel 2016. Tutto risolto quindi? Nient’affatto. La sua presa di posizione ha scatenato un avvicendamento compulsivo di totonomine sui possibili curatori di mostre future in città, da Sgarbi a Lionello Puppi che, stando alle anticipazioni, il prossimo autunno curerebbe a Ca’ dei Carraresi una mostra dedicata a El Greco e organizzata da Fondazione Cassamarca. Mentre sui giornali locali si susseguono aggiornamenti dell’ultim’ora, il Comune ha dato paradossalmente il via ai lavori di adeguamento impiantistico del Museo di Santa Caterina. Il fine? Quello di adattarlo comunque a sede per esposizioni temporanee. Peccato che ad oggi non sia chiaro quale sia il progetto esecutivo. Un primo disegno relativo all’adeguamento impiantistico-funzionale ha ottenuto il nulla osta dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici ma un’ulteriore variante sarebbe stata consegnata e sarebbe ancora in fase di valutazione. La Soprintendenza conferma comunque che non è ancora pervenuto alcun progetto museologico e museografico in cui un intervento di questo tipo dovrebbe coerentemente inserirsi. Il primo cittadino Giovanni Manildo, l’unico che potrebbe di fare chiarezza sul futuro di Santa Caterina, non ha ancora risposto alle nostre reiterate richieste di chiarimento.
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