Visitiamo insieme la Biennale

Italia, Francia, Australia, Messico e l’esordiente Tunisia tra i padiglioni nazionali da vedere. Fabre, Pistoletto, Huyghe e Byars tra le molte star delle mostre collaterali. Poveristi agli antipodi (Boetti e Anselmo) tra le proposte in città

Federico Florian |  | Venezia

In questa Biennale «ideata con gli artisti, dagli artisti e per gli artisti», nelle parole della curatrice Christine Macel, le singole partecipazioni nazionali sembrano rendere omaggio al potere dell’immaginazione creativa, un potere definito dalla Macel come «atto di resistenza, liberazione e generosità», attraverso ambiziosi progetti multidisciplinari. Prima fra tutte l’Italia, con «Il Mondo Magico» a cura di Cecilia Alemani, in cui tre giovani artisti italiani dal background internazionale e nati tra gli anni Settanta e Ottanta (Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey) presentano nuovi lavori ispirati alle nozioni di magico e favolistico.
 
Più che una mostra d’arte, il progetto per il Padiglione della Francia, dal titolo «Studio Venezia», assomiglia a un laboratorio sperimentale o a uno studio di registrazione musicale. L’artista di stanza a Parigi Xavier Veilhan,
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