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La torre del Merlo

Versailles repubblicana

La reggia di Luigi XIV è anche un palazzo dei presidenti francesi

«La celebrazione del centenario degli Stati Generali del 1789 nel parco di Versailles», 1893, di Alfred Roll. Versailles, châteaux de Versailles et de Trianon © château de Versailles (distr. RMN - Grand Palais ) / Christophe Fouin

Il 16 novembre 2015 la Francia era un Paese in stato di emergenza, coi confini chiusi e l’esercito nelle strade. L’annus horribilis iniziato il 9 gennaio con l’attentato a «Charlie Hebdo» era proseguito con una lunga striscia di sangue sino al terribile venerdì 13 novembre, con i morti di Saint Denis e del Bataclan. Lunedì 16 il presidente Hollande riuniva le camere a Versailles per tenere loro un discorso che la stampa d’Oltralpe non esitò a definire «martial» per il frequente ricorso alla parola guerra.

La sala del Parlamento della III Repubblica, costruita a Versailles fra 1875 e 1879, si riproponeva così come uno dei luoghi simbolici della Grande Nation. Sebbene ciò, infatti, non sia forse sempre percepito dagli otto milioni di turisti che ogni anno visitano la reggia di Luigi XIV, Versailles è un palazzo della Repubblica tanto quanto lo è stato della Monarchia. Anzi. Se si guarda alla cronologia, la Reggia è stata sede stabile della corte per un secolo (1682-1789), mentre del Parlamento, per un secolo e mezzo.

Insomma, vince la Repubblica! Negli ultimi anni questa storia è stata oggetto di diverse ricerche. Proprio nel 2015, per esempio, è uscito a Parigi il libro di Fabian Oppermann, Le Versailles des Présidents. 150 ans de vie républicaine chez le Roi-Soleil (Fayard). E nel 2016 si è tenuta a Versailles la mostra «Un président chez le Roi. De Gaulle à Trianon», curata da Karine McGrath e dedicata alla trasformazione del Grand Trianon in residenza presidenziale a opera di De Gaulle e Malraux negli anni Sessanta.

Alla storia della Versailles della Repubblica, ma non solo ad essa, è stata dedicata l’importante mostra «Versailles revival 1867-1937», inaugurata nello scorso novembre e proseguita sino a marzo. La mostra è stata curata da Laurent Salomé, dal 2017 direttore di Versailles, e dalla storica dell’arte Claire Bonnotte, autrice di Le Soleil éclipsé. Le Château de Versailles sous l’occupation (Versailles, 2018).

Il catalogo dell’esposizione è un libro ben pensato e altrettanto ben editato. Nei cinquanta saggi in esso raccolti, ampio spazio è dato, certo, alla politica della III Repubblica, ma non solo. Basti pensare, per esempio, alle pagine dedicate all’attività di Pierre de Nolhac, vero «fondateur du musée moderne de Versailles», e alla Société des Amis de Versailles, istituzione fondamentale per la reggia francese. O a quelle, ancora, sulla Versailles degli americani, il cui ruolo è stato determinante nella re-invenzione della reggia, ben al di là della celebre donazione di un milione di dollari fatta da Rockefeller nel 1924.

Un «Versailles revival» che, come nota Salomé nella sua introduzione, non fu più «l’idée géniale d’un monarque», ma un «phénomène de société». Un’opera destinata, quindi, a restare una pietra miliare negli studi sulla reggia e, più in generale, in quelli sulla storia dei palazzi reali europei. È indubbio, infatti, che in tutta Europa, dal Portogallo alla Russia, palazzi e residenze degli antichi sovrani abbiano mantenuto un ruolo centrale nell’identità storica e politica dei rispettivi Paesi. La ricostruzione del Castello di Vilnius e quella del Palazzo Reale di Berlino, i progetti in discussione per lavori nei Palazzi Reali di Ajuda (Lisbona) e Budapest, la consegna ai discendenti dei re spodestati di palazzi in tutta l’Europa Orientale (da Belgrado a Bucarest, da Sofia a Tirana) sono elementi su cui è ormai opportuna una riflessione complessiva (conto di tornarci in questa stessa rubrica).

Anche Versailles, peraltro, è stata oggetto recentemente di imponenti restauri, che ne hanno modificato la facies (si pensi alla riproposizione, non poco controversa, della «grille royale», con il conseguente spostamento della statua di Luigi XIV). Nello stesso tempo è stata sede di grandi esposizioni dedicate alla storia della Francia e della sua monarchia (ma non solo). Con questa mostra Versailles si conferma, quindi, uno dei luoghi in cui la Francia racconta la sua storia e costruisce la propria memoria.

Andrea Merlotti, da Il Giornale dell'Arte numero 409, agosto 2020



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