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Mostre

Van Gogh pittore di nature morte

Al Museum Barberini di Potsdam la prima monografica al mondo su questo soggetto del maestro olandese

«Natura morta con piatto di cipolle», di Vincent Van Gogh, 1889, Otterlo, Kröller-Müller Museum

Potsdam. Dopo il successo di pubblico delle mostre dedicate all’arte italiana il Museo Barberini si appresta a incassare un probabile, nuovo trionfo con l’imminente «Van Gogh. Nature morte» che ospiterà dal 26 ottobre al 2 febbraio.

Anche perché l’esposizione parte già con altri notevoli primati in tasca: è la prima in assoluto mai organizzata a livello mondiale ad affrontare in maniera sistematica questa particolare produzione a soggetto del maestro olandese.

Dei circa 800 dipinti che realizzò in appena dieci anni di carriera artistica, oltre 170 sono nature morte: assai sorprendente che nessuna istituzione museale abbia fino a oggi pensato di dedicare loro una mostra monografica, tanto più che Van Gogh stesso le amava in particolar modo, perché in esse poteva testare sempre nuove possibilità e linguaggi pittorici: la cattura dello spazio ridotto, le luci e le ombre che lo ridisegnano oltre la sua fisicità, i colori cangianti con esse.

La selezione proposta dal museo brandeburghese si concentra su 26 dipinti che tracciano lo sviluppo di questa pittura a tema del pittore di Zundert, dai primi lavori che ritraggono semplici oggetti e ambienti della quotidianità, alle nature morte floreali dei brillanti anni parigini e sotto il sole cocente del Sud.

Francesca Petretto, da Il Giornale dell'Arte numero 401, ottobre 2019


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