Una ricchezza sfrenata

Elemento decorativo dal trono di Tipu Sultan Mysore, 1787-1793 circa; plinto 1800 circa / Oro, diamanti, rubini, smeraldi, lacca / h. 17,1 cm / Plinto: marmo nero, metallo dorato / Elemento decorativo h. 6,8 cm, largh. 5,4 cm, sp. 5,5 cm / Plinto h. 10,3 cm, largh. 10 cm
Lidia Panzeri |  | Venezia

C’è persino il baldacchino commissionato nel 1865-70 dal maharaja Khanderao Gaekwad, composto da 950mila perle con diamanti, rubini, zaffiri e smeraldi, per la tomba del profeta Maometto a Medina, ma mai uscito dall’India.

La definizione di «tesori» è quindi quanto mai appropriata per la mostra «Dai Gran Moghul ai Maharaja. Tesori della collezione Al Thani» (catalogo Skira), in programma dal 9 settembre al 7 gennaio a Palazzo Ducale e a cura di Amin Jaffer, conservatore capo della collezione, e di Giancarlo Calza, docente di Ca’ Foscari.

Epicentro della mostra, che riunisce gioielli della collezione di Abdullah Al Thani, della famiglia reale del Qatar, è l’India dell’impero Moghul (XVI-XVIII secolo), ma con le diramazioni che prima il colonialismo e poi la globalizzazione hanno comportato, con ricadute fino al XX secolo, come dimostra il collier di rubini e diamanti Nawanagar, dal nome del
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© Riproduzione riservata Aigrette Mellerio dits Meller, Parigi, 1905 / Oro, platino, diamanti, fondo a smalto / h. 15,5 cm, largh. 6 cm © The Al Thani Collection Arcot II India, 1760 circa / modificato nel 1959 e nel 2011 / Diamante / Colore D, internamente puro / h. 2,6 cm, largh. 1,6 cm, peso 17,21 ct © The Al Thani Collection Coppa da vino di Jahangir India settentrionale, datata AH 1016 (AD 1607- 1608) / Giada / h. 5,5 cm, diam. 7,4 cm / Iscrizioni in persiano © The Al Thani Collection
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