Una mostra e un itinerario alla scoperta di Pompei

Nella Palestra Grande degli scavi si può curiosare tra oggetti e affreschi, alcuni mai visti, provenienti dai depositi del Parco Archeologico di Pompei

Priapo, Casa dei Vettii
Graziella Melania Geraci |  | Pompei

«Una mostra integrata, che introduce al sito», così definisce Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei, «Arte e sensualità nelle case di Pompei», la mostra, a cura dello stesso direttore e dell’archeologa Maria Luisa Catoni, professoressa all’IMT Scuola Alti Studi Lucca, visitabile nella Palestra Grande degli scavi fino al 15 gennaio 2023. In esposizione 70 tra oggetti e affreschi, provenienti dai depositi del Parco Archeologico di Pompei, alcuni mai visti prima frutto di recenti scoperte, come i due medaglioni in bronzo con scene erotiche del carro cerimoniale da Civita Giuliana, insieme ad altri reperti come il soffitto del cubiculum (stanza da letto) della Casa di Leda e il cigno, e le 3 pareti del cubicolo della Villa di Gragnano in località Carmiano.

La mostra valorizza le nuove indagini condotte nell'ambito del Grande Progetto Pompei sotto la direzione di Massimo Osanna, oggi direttore generale Musei, e raccontate nel saggio Il mondo nascosto di Pompei. Il carro della sposa, la stanza degli schiavi e le ultime scoperte, edito da Rizzoli, dello stesso Osanna e di Luana Toniolo. Il progetto prevede, oltre all’esposizione, un itinerario alla scoperta di vari edifici del sito caratterizzati da affreschi e riferimenti al tema, raggiungibili con il supporto dell’App My Pompeii. Inoltre, una guida per bambini, I Centauri di Pompei, a firma del direttore con disegni di Daniela Pergreffi, edita da Artem, introduce il tema ai più piccoli, seguendo le tracce del centauro Mares alla ricerca di una centauressa, raccontando gli incontri con una serie di figure centrali del mito antico, da Narciso a Dioniso e Arianna.

L’allestimento della mostra conduce il visitatore attraverso una casa pompeiana ideale dove gli oggetti vengono contestualizzati negli spazi e fanno da puntatori per la visita al sito. Così l’atrium si apre all’esibizione di opere dalla sensualità d’ispirazione greca, come le raffigurazioni di Narciso o di Priapo, dio dell’abbondanza e della fertilità di origini greco-orientali che spesso vigilava su ingressi e giardini.
Nel cubiculum riproposto campeggiano le pitture che richiamano l’atmosfera di intimità con scene apertamente erotiche, come nel caso della villa del Carmiano e il soffitto rinvenuto in crollo sul pavimento della Casa di Leda e il cigno, poi ricomposto e restaurato. Nel triclinium immagini di bei ragazzi e ragazze alludono a incontri etero e omosessuali, che fungevano da sfondo ai banchetti.

Nel peristilio appaiono i paesaggi bucolici con immagini, piante, forme architettoniche e miti dal carattere ibrido di ispirazione greca come il sensuale intreccio di corpi del gruppo scultoreo con satiro ed Ermafrodito che decorava il bordo della grande piscina della villa A di Oplontis insieme ad altre scenografie con centauri e la statua di Ermafrodito della casa di Loreio Tiburtino. Infine in mostra le raffigurazioni erotiche dei medaglioni del pilentum, il carro cerimoniale, unico nel mondo romano, con satiri che importunano menadi o ninfe, secondo una tradizione iconografica molto comune in età romana sia per gli affreschi sia per mosaici, sarcofagi e oggetti. La presenza ben visibile sul retro del carro sembra avere un messaggio esplicito all’eros, diventando anche una metafora matrimoniale, per l’assimilazione delle ninfe alle spose.

© Riproduzione riservata Narciso, Insula Occidentalis Quadretto di Eros, Museo Stabia D'Orsi
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