Un poverista giapponese

Federico Florian |  | Milano

Una «situazione», per l’artista giapponese Kishio Suga (1944) è uno stato percettivo ottenuto tramite la creazione artistica. Nello specifico, un’installazione composta da materiali diversi, organici e non, in grado di svelare, tramite tensioni e allentamenti, i legami esistenziali che intercorrono tra i vari elementi all’interno dello spazio. «Situations», il titolo della retrospettiva (la prima in Europa) che l’HangarBicocca dedica all’artista sino al 29 gennaio, allude proprio a tale principio estetico. Esponente del movimento Mono-ha (letteralmente «scuola delle cose») tra la fine degli anni Sessanta e il principio degli anni Settanta, Kishio Suga presenta in questa rassegna milanese una ventina di installazioni realizzate dal 1969 a oggi, da lui riadattate in funzione dello spazio dell’Hangar. Si tratta di lavori fatti di materiali naturali, come legno e pietra, e materiali
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