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Archeologia

Un museo sotto terra: la stazione Amba Aradam

Entro il 2024 la nuova fermata della metro C a firma dell’architetto Paolo Desideri

Render di uno degli ambienti della futura stazione Amba Aradam

Roma. Nell’immenso cantiere sotterraneo della stazione della metro C dell’Amba Aradam, nel centro di Roma, si lavora alla più grande archeostazione del mondo. Sarà diversa da quella già realizzata a San Giovanni che espone reperti solo nelle vetrine. Binari e reperti riemersi durante gli scavi saranno inoltre separati e si potrà entrare nella stazione anche solo per ammirare l’imponente spettacolo museale.

La stazione museo progettata dall’architetto Paolo Desideri immergerà nella storia viaggiatori e visitatori, che osserveranno gli scavi da una gigantesca passerella sospesa su più di 30 ambienti e cunicoli tra mosaici, centinaia di reperti e la già famosa Domus del Comandante, un ricco edificio decorato con mosaici del II secolo d.C, forse una caserma, emerso nove metri più in basso.

Lo scavo archeologico di questo vasto spazio urbano, per secoli nascosto nel sottosuolo, si estende per un’area di 1.753 mq. Lo si potrà ammirare illuminato da fasci di luci a led che esaltano anche le ampie vetrine colme di vasi, marmi colorati e parti di affreschi. Lo sguardo passa dalle antichità alla modernissima struttura museale, dotata di enormi vetri speciali antiriflesso. Oggi, seguendo la pianta della stazione e i rendering del progetto di Desideri, si può già assaporare la visita a questo straordinario museo sotterraneo.

Il viaggio inizia dall’atrio d’ingresso su cui si affacciano reception, biglietteria e guardaroba: vicino nascerà la zona ristoro. Passati i tornelli, si procede verso l’area museale scendendo fino alla passerella che permette di passeggiare, sospesi, sulle case romane. Da lì si apre la spettacolare visione degli affreschi, del giardino a terrazze, dei mosaici bianchi e neri a intrecci geometrici.

Dopo la camminata sospesa, si arriva alla pedana centrale con la colossale teca che ospiterà i tanti oggetti trovati durante gli scavi, iniziati nel 2015. La stazione avrà una lunghezza di circa 120 metri a oltre 30 metri di profondità e si svilupperà su 5 livelli sotterranei: il piano atrio, quello museale, il terzo per l’esposizione dei reperti archeologici, quindi il piano dei locali tecnici e infine i piani mezzanino e banchine a uso esclusivo della metropolitana.

Si potrà accedere alla piazza ipogea della stazione da tre ingressi, decidere se visitare solo i resti archeologici o raggiungere anche la banchina della metro all’ultimo dei cinque piani. I lavori dovrebbero terminare nel 2024. Intanto, dopo il via libera del Cipe e il finanziamento di 9.3 milioni di euro, sono ripartite le talpe che scavano i tunnel per i binari tra Fori Imperiali e piazza Venezia.

Mentre proseguono i lavori della metro, continuano anche le indagini archeologiche preventive per completare il progetto della stazione, insieme alla relazione su sicurezza e stabilità di monumenti ed edifici storici in superficie. Il progetto sarà presentato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a fine primavera.

Tina Lepri, da Il Giornale dell'Arte numero 407, aprile 2020



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