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Mostre

Un banchetto di tesori a Ravenna

Al Museo Classis il piacere della tavola nei reperti archeologici

La mostra «Tesori ritrovati. Il banchetto da Bisanzio a Ravenna», allestita al Museo Classis Ravenna fino al 20 settembre, è dedicata ad «alcuni preziosi oggetti da mensa in argento scoperti a Cesena e nell’area dell’Antico Porto di Classe (Ravenna), occultati in antico dai loro proprietari per proteggerli a fronte di una minaccia imminente (guerre, lotte civili, epidemie) con la speranza di un recupero che in realtà non c’è mai stato. Solo in età contemporanea, e del tutto casualmente, gli archeologi li hanno portati alla luce», spiega il professor Giuseppe Sassatelli, presidente della Fondazione Parco Archeologico di Classe. Nelle intenzioni di chi lo ha fatto, l’occultamento doveva essere provvisorio e con la speranza del recupero. In realtà, come spesso accade, il sotterramento si è rivelato definitivo, da qui il titolo «Tesori ritrovati».

Alcuni di questi oggetti di uso domestico hanno permesso di comprendere meglio come avvenivano i banchetti delle classi agiate in età tardoantica e bizantina. «Il banchetto, prosegue Sassatelli, si svolge nel rispetto rigoroso della condizione gerarchica dei commensali, disposti attorno a un nuovo tipo di tavola da pranzo, ben nota da immagini, fonti letterarie e rinvenimenti archeologici: una mensa semicircolare in marmo, attorno alla quale si dispongono radialmente i letti degli invitati (stibadia). È una novità importante che supera il triclinio delle fasi precedenti destinato a una coppia di commensali e introduce un nuovo modo di banchettare, che pur conservando una gerarchia dei commensali apre la strada a soluzioni più socializzanti ed egalitarie, che poi avranno grande fortuna nelle “tavole rotonde” del Medioevo».

Il percorso espositivo analizza il significato di ogni singolo oggetto partendo dalla documentazione degli scavi. Attraverso l’immagine di un banchetto raffigurato in uno dei due piatti ritrovati a Cesena si sviluppa un racconto che spazia dalla produzione di vasellame da mensa tardoantico alle rappresentazioni dei banchetti che circolavano tra le aristocrazie del tempo. Gli oggetti in mostra sono importanti anche da un punto di vista decorativo.

Sul secondo dei due piatti di Cesena, per esempio, vi è l’immagine di un amorino con ghirlande: il senso di queste rappresentazioni sta nei modelli culturali elaborati dai committenti, che così comunicavano il loro livello culturale e status symbol. Il «Tesoretto di Classe», costituito da sette cucchiai e una patera, chiarisce infine, ancora di più, tutte le dinamiche del simposio. L’esposizione segue il filone inaugurato lo scorso anno e si cala perfettamente nel percorso espositivo del Museo contribuendo a valorizzarlo.

Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 409, agosto 2020



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