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Trenta mostre in una griglia aperta

Giusi Diana

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La prima edizione del Gibellina PhotoRoad

Il disordine inteso come movimento continuo capace di produrre connessioni inedite da cui fioriscono arti, avanguardie e rivoluzioni. Questo il tema della prima edizione di Gibellina PhotoRoad, Festival internazionale di fotografia Open Air, che dal 29 luglio al 31 agosto trasformerà Gibellina nella Città della Fotografia con trenta mostre di artisti italiani e internazionali, talk, incontri ed eventi concentrati soprattutto nelle giornate dell’Opening (dal 29 al 31 luglio). È un’occasione in più per visitare Gibellina nuova, ricostruita dopo il terremoto del 1968 a 15 km dalla vecchia, grazie al contributo di architetti e artisti contemporanei che ne hanno fatto un museo a cielo aperto.

Il Festival ideato e diretto da Arianna Catania è organizzato dalla Galleria X3 di Palermo e dalla Fondazione Orestiadi e cofinanziato dal Dipartimento della gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Stampe di grande formato, proiezioni e installazioni site specific interagiranno con il tessuto urbano fatto di architetture postmoderne e opere all’aperto di Arnaldo Pomodoro, Pietro Consagra, Mimmo Paladino, Carla Accardi, Emilio Isgrò e Fausto Melotti, solo per citarne alcuni. «Gibellina è l’habitat naturale per un festival all’aperto, spiega Arianna Catania, essendo assente nella città ogni tipo d’inquinamento visivo e luminoso, non ci sono negozi, cartelli, scritte, manifesti, pubblicità, la fruizione sarà simile all’esperienza museale».

«Si dice che a Gibellina non c’è l’armonia e c’è dissonanza... Sì, ed è voluto», dichiarò rispondendo alle critiche mosse al progetto urbanistico il sindaco-intellettuale che firmò la ricostruzione, Ludovico Corrao, che aggiunse: «La nostra idea è di creare una griglia aperta. Una città non si costruisce in 10, 20 o 40 anni, si costruisce nei secoli». Su quella griglia aperta, in questo continuo processo di costruzione anche e soprattutto dell’immaginario, quest’estate s’innesta la fotografia, un medium potente.

Tra i protagonisti delle trenta mostre open air, vi sono Olivo Barbieri, Valerie Jouve, Sarker Protick, Anouk Kriuthof, Massimo Mastrorillo, Giulio Piscitelli, Andrea & Magda, Daesung Lee, Petros Efstathiadis, Alessandro Calabrese, Rori Palazzo, Alice Grassi, Ezio Ferreri, Maria Vittoria Trovato, Danilo Torre, Emma Weislander, Issa Touma, Dario Coletti, Milton Gendel, Turiana Ferrara, Petra Noorkampf e Urfaut. Una collettiva ripercorre inoltre la storia di Gibellina attraverso lo sguardo di noti fotografi come Mimmo Jodice, Guido Guidi, Giovanni Chiaramonte e altri.

Due i workshop organizzati dalla factory romana D.O.O.R., che si svolgeranno dal 29 al 31 luglio aperti a studenti di fotografia, fotografi professionisti e amatori evoluti. Il primo s’intitola «Experience your book-Il libro fotografico come punto di partenza di infinite possibilità» ed è tenuto dall’artista olandese Anouk Kruithof, direttore artistico dell’Anamorphosis Prize, i suoi libri d’artista fanno parte delle collezioni del MoMA e dell’Icp (International Center for Photography) di New York. Il secondo, intitolato «Divergent visions» vede invece protagonista il fotografo torinese Massimo Mastrorillo, vincitore del World Press Photo e del Sony World Photography Awards.

Giusi Diana, 14 giugno 2016 | © Riproduzione riservata

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