SuperSuperba del suo Superbarocco

Alle Scuderie del Quirinale un secolo e mezzo di pittura genovese tra influenze italiane e fiamminghe: Boccardo, Bober e Boggero presentano il ciclo di grandi mostre internazionali dedicate a una visione e revisione aggiornata del Barocco fiorito nel periodo più prospero della Repubblica di Genova

«La cuoca» (1625 ) di Bernardo Strozzi © Musei di Strada Nuova «Diana e Atteone con Pan e Siringa» (1650 -1655 circa) di Valerio Castello «Il sacrificio di Noè dopo il diluvio», (1645–1650 circa) di Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto
Francesca Romana Morelli |

Nel Seicento, dopo che il Mediterraneo è stato liberato dalla minaccia turca, la Repubblica genovese conosce un lungo periodo di prosperità economica, che cambia in modo prepotente il clima culturale della città, richiamando artisti dai grandi centri italiani, ma anche dall’Europa. In sintonia con il carattere sobrio, quasi austero, di Genova, gli architetti disegnano un nuovo volto della città «non monumentale ma di alto decoro» (Giulio Carlo Argan), edificando palazzi dichiarati nel 2006 Patrimonio Unesco. La Superba diventa così il punto di confluenza di due tradizioni europee, quella italiana e quella fiamminga, grazie alla presenza di Rubens e di Antoon van Dyck, ritrattista ufficiale della nobiltà genovese. La pittura conosce protagonisti come Bernardo Strozzi, il Grechetto, Gioacchino Assereto e Gregorio De Ferrari.

L’età barocca di Genova è oggetto di alcune mostre, a cominciare
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© Riproduzione riservata «Giovan Carlo Doria» (1606) di Pieter Paul Rubens © Su concessione del Ministero della Cultura - Galleria Nazionale della Liguria a Palazzo Spinola
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