Su la maschera

Al Laocoonte il Carnevale e le sue ombre

Francesca Romana Morelli |  | Roma

«La comicità romana? Penso al mio Gastone, raccontava Alberto Sordi, fu un omaggio a Mario Bonnard e a Wladimiro Apolloni, l’antiquario. I veri ispiratori di Petrolini. Senza di loro, lui non faceva un passo. Ne ricercava i tic sarcastici e infastiditi, imitandoli, e ne assimilava quel lato di cattiveria che, in fondo, non era che un’esuberante finzione della bontà».

Anche in memoria di quelle vicende della commedia dell’arte che attraversano la sua storia familiare, Marco Fabio Apolloni, con Monica Cardarelli, riunisce nella Galleria del Laocoonte dal 6 febbraio al 20 marzo, una quarantina di opere della prima metà del Novecento, alcune inedite o poco note, incentrate sui temi della maschera e del Carnevale.

Spicca, di Alberto Martini, caratterizzato da un Surrealismo dalle tinte macabre, un taccuino di disegni a china, «Venezia. Il libro delle Ombre» (1909-10): «Una bizzarra galleria di
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