Splendida e ruggente ultramillenaria

I 1.600 anni di Venezia a Palazzo Ducale

Vittore Carpaccio, «Leone di san Marco». Cortesia di Palazzo Ducale
Lidia Panzeri |

In questo anno travagliato «Venetia» è l’unico evento espositivo, ma di assoluto valore simbolico, della Fondazione Musei Civici per le celebrazioni dei 1.600 anni dalla Fondazione di Venezia, avvenuta il 25 marzo 421.

«Venetia 1.600. Nascite e Rinascite», con la direzione scientifica di Gabriella Belli, a cura di Robert Echols, Frederick Ilchman, Gabriele Matino e Andrea Bellieni, è in programma dal 4 settembre al 25 marzo a Palazzo Ducale. È innanzitutto una ricognizione sistematica dell’immenso patrimonio artistico accumulato in tanti secoli e conservato grazie anche alla bulimia collezionistica di Teodoro Correr. 

Vi figurano dipinti di artisti come Carpaccio, Tiziano, Tiepolo o Canaletto, ma anche miniature, tessuti, ceramiche, vetri e oggetti di uso quotidiano in prestito dalle diverse sedi dei Musei Civici e da prestigiose istituzioni cittadine come la Procuratoria di San Marco o la Scuola Grande di San Rocco. Una speciale attenzione è rivolta ai monumenti più esemplari, tra tutti la Basilica di San Marco e il suo «Paron de casa» ovvero, il campanile; la Chiesa di San Giacomo a Rialto, dove si sarebbe svolto l’atto fondativo della città; Santa Maria della Salute e il Gran Teatro La Fenice.

Ma prestiti arrivano anche da Bergamo, Udine, Roma e Londra. «Le nascite e rinascite cui allude il titolo, precisa Gabriella Belli, sono indice del fatto che in tanti secoli si hanno avuti momenti di gloria alternati a periodi di crisi».

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