Somaini tipicamente milanese

Tripla mostra a Palazzo Reale, al Museo del Novecento e alla Fondazione Francesco Somaini per rendere omaggio al grande scultore

«Studio per mosaico pavimentale di una casa di Lomazzo» (1956) di Francesco Somaini
Ada Masoero |  | Milano

Dall’1 luglio all’11 settembre Palazzo Reale, il contiguo Museo del Novecento e la Fondazione Francesco Somaini rendono omaggio al grande scultore (Lomazzo, Como, 1926-Como, 2005) con la mostra «Somaini e Milano» (catalogo Electa), che si annuncia sin dalla Piazzetta Reale, dove è esposta l’installazione «Sviluppo di un’opera antropomorfica» del 1979.

Frutto delle ricerche condotte per la realizzazione del Catalogo ragionato della scultura (a cura di Enrico Crispolti e Luisa Somaini, Skira, 2021), la mostra si articola in più sedi, in ognuna delle quali s’indaga un aspetto del suo lavoro.

La scultura innanzitutto, nella magnifica Sala delle Cariatidi e in altri spazi di Palazzo Reale: qui, nella sezione curata da Luisa Somaini e Francesco Tedeschi, sfilano 70 lavori dal 1948 al 1992, seguendo il percorso dello scultore dalla formazione ai tempi dell’Accademia di Brera all’adesione al MAC-Espace; dalla grande stagione informale alla riflessione, in lui molto presente, sul rapporto tra scultura, architettura e città, fino alle ultime ricerche intorno al mito con un focus, nella Sala della Lanterna, sulla genesi del «Monumento ai Marinai d’Italia» di Milano.

Negli Archivi del Museo del Novecento Danka Giacon e Luisa Somaini esplorano il tema degli «Incontri» attraverso un centinaio di lavori tra disegni, progetti, modelli, sculture, dipinti e fotografie, che documentano la sua collaborazione con altre figure di primo piano, come Lucio Fontana, Ico Parisi, Giorgio Bassani e l’architetto e amico caro Luigi Caccia Dominioni.

In Fondazione, infine, va in scena «Oltre la scultura: la città» a cura di Fulvio Irace e Luisa Somaini: un centinaio di lavori, spesso inediti, documentano la sua volontà di rimodellare con l’arte il volto delle città (tutto da leggere il saggio di Irace) e la sua lettura anticipatrice dell’uso del verde nelle metropoli.

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