Siria, anche per i restauri servono gli agganci giusti

A Damasco, Aleppo, Homs le ricostruzioni procedono su binari diversi

La Grande Moschea di Damasco in una fotografia del 2004
Diana Darke |  | Damasco

Ad aprile sono stata in Siria con una delegazione di colleghi ed esponenti cristiani inglesi nelle zone ancora sotto il regime di Assad. Abbiamo visitato alcuni edifici di importanza culturale e ho potuto vedere con i miei occhi i danni che hanno subito durante la guerra civile ancora in corso, che ha ucciso centinaia di migliaia di persone.

La città vecchia di Damasco, con le sue mura, è stata colpita solo in minima parte. I pochi danni causati dalle bombe dei mortai ribelli sono già stati riparati. Nel suo cuore spirituale, la Grande Moschea degli Omayyadi, il punto in cui nel 2013 una bomba ha colpito i mosaici verdi e oro della facciata della corte è appena visibile dopo il restauro del cratere che aveva un diametro di un metro e mezzo. Gli altri mosaici, i pannelli di marmo e i graticci del cortile sono stati sottoposti a una pulitura «zelante»: la ricca patina degli antichi materiali è andata
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