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Sicilia in due poli

Giusi Diana

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La Fondazione Sicilia (già Fondazione Banco di Sicilia) ha riaperto, alla presenza del presidente della Repubblica, il palermitano Sergio Mattarella, la sede di via Libertà con un nuovo ordinamento delle raccolte museali, firmato da Fernando Mazzocca e coordinato da Antonella Purpura, direttrice della Gam palermitana.

La neoclassica Villa Zito si presenta con un elegante allestimento di Corrado Anselmi trasformandosi in una Pinacoteca disposta su tre piani, con sala multimediale, sala conferenze, caffetteria e giardino aperto al pubblico, dopo la conclusione dei lavori di restauro diretti da Gaspare Francesco Ciaccio, costati cinque milioni di euro e durati diciotto mesi. «Si completa così il circuito degli spazi espositivi della Fondazione, aperto con il restauro di Palazzo Branciforte firmato da Gae Aulenti (cfr. n. 321, giu. ’12, p. 20) e chiuso a distanza di tre anni con l’inaugurazione proprio di Villa Zito», dichiara Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione. 

Con questo ultimo passaggio apre alla pubblica fruizione l’intero patrimonio dell’antico Banco di Sicilia, facendo rientrare i suoi beni artistici, in particolare dipinti e opere grafiche che vanno dal ’600 al ’900 provenienti dalle filiali italiane ed estere, 40 delle quali sottoposte a restauro seguendo i criteri del «minimo intervento conservativo».
Il percorso espositivo articolato in dieci sezioni si apre con dipinti del Seicento di, tra gli altri, Mattia Preti, Bernardo Strozzi, Luca Giordano, Salvator Rosa; l’Ottocento è ben rappresentato dalla pittura di paesaggio dei siciliani Francesco Lojacono, Antonino Leto, Michele Catti, e dal recupero di «Rovine di Solunto» di Pietro Volpes; importante, poi, è il nucleo di opere di Ettore De Maria Bergler frutto di una donazione. Il passaggio tra Otto e Novecento è testimoniato da Galileo Chini e dallo straordinario «Armonie vespertine» di Aleardo Terzi. Il percorso prosegue con le opere di Mario Sironi, Filippo De Pisis, Ottone Rosai, Carlo Carrà, Pippo Rizzo (con un’intera sezione a lui dedicata), Fausto Pirandello, Renato Guttuso e Mario Schifano. Una grande operazione di recupero che ha visto confluire nelle collezioni della Fondazione anche le opere d’arte provenienti dalla ex Cassa di Risparmio Vittorio Emanuele per le Provincie Siciliane. 

L’offerta culturale della città si arricchisce così di un importante polo museale privato dislocato in due sedi: l’edificio neoclassico di Villa Zito, con i suoi mille metri quadri di spazi espositivi, e il cinquecentesco Palazzo Branciforte che già da tre anni accoglie la collezione archeologica, quella delle sculture e delle maioliche e la sezione numismatica e filatelica. 

In occasione dell’inaugurazione è stata presentata «Conca d’oru», una video-installazione ambientale dedicata a Palermo e realizzata dall’artista romano Andrea Aquilanti. 

Giusi Diana, 20 luglio 2015 | © Riproduzione riservata

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