Schegge e ferite

Federico Florian |  | Colonia

Joan Mitchell (Chicago 1925 - Parigi 1992) si può forse definire l’esponente più incandescente dell’Espressionismo astratto. I suoi dipinti rivelano pennellate violente, profondamente gestuali; schegge di colore macchiano le tele in modo scomposto, come ferite non ancora rimarginate. Agli occhi della Mitchell un dipinto era una creatura animata, un «organismo che gira e si muove nello spazio»; i grumi di colore che punteggiano i suoi lavori sono materializzazioni visuali di tempestosi stati emotivi.

Il Museum Ludwig ospita, dal 14 novembre al 21 febbraio, una retrospettiva della pittrice americana, pensata in collaborazione con la Kunsthaus Bregenz e la Joan Mitchell Foundation di New York.

La rassegna raccoglie una trentina di dipinti, dai primi lavori newyorchesi degli anni Cinquanta a quelli del periodo francese, sino ai quadri più tardi, realizzati nei primi anni Novanta. Si tratta di opere di
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