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Mostre

Santi pittore in rima

Alla Galleria Nazionale delle Marche si riscopre il padre di Raffaello

«Santa martire», di Giovanni Santi (particolare)

Urbino. «Ricordiamo Giovanni Santi per suo figlio Raffaello Sanzio, invece era un pittore coltissimo e raffinato. Con la mostra alla Galleria Nazionale delle Marche dal 29 novembre al 17 marzo intendiamo far conoscere una figura ingiustamente trascurata». Maria Rosaria Valazzi, già soprintendente nel territorio marchigiano, dipana il filo della rassegna da lei curata insieme ad Agnese Vastano sul maestro assai apprezzato dalla corte dei Montefeltro. Una quarantina le opere esposte, più di una restaurata.
«I Sanzio erano grandi imprenditori. Il padre Peruzzolo era legato alle confraternite e alla corte, per cui l’artista sorge in un contesto già formato. Nacque a Urbino (puntualizziamo la data al 1439), riepiloga Maria Rosaria Valazzi, e fu sua la regia delle nozze di Guidobaldo da Montefeltro ed Elisabetta Gonzaga», nel 1488.

La studiosa evidenzia a ragione la fluviale «Cronaca rimata» del 1492 in arrivo con l’originale dalla Biblioteca Vaticana: «In quel poema Santi dimostra erudizione e di conoscere i pittori del tempo: cita Melozzo da Forlì, i fiorentini, il Perugino, Giovanni Bellini, Antonello da Messina, Andrea Mantegna, il suo riferimento massimo. È una delle prime critiche d’arte perché esprime giudizi».

Dell’artista ben addentro al suo tempo, morto nel 1494, la mostra propone «le opere più significative come le grandi pale d’altare. C’è la “Pala Gradara” che, dopo una manutenzione intermedia e dopo la mostra, andrà in restauro all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro a Roma, e c’è il ciclo del tempietto delle Muse realizzato per Palazzo Ducale».

Restaurata anche la «Pala Buffi», del museo urbinate, dal laboratorio di Isidoro e Matteo Bacchiocca: «Presentava un sollevamento della pellicola pittorica e oltre alla pulitura è stata necessaria una disinfestazione», afferma il padre Isidoro. Ma che cosa distingue Giovanni Santi? «Una notevole tecnica pittorica e un parallelismo costante tra cristianesimo e cultura classica», risponde Maria Rosaria Valazzi. Catalogo Silvana Editoriale.

Stefano Miliani, da Il Giornale dell'Arte numero 391, novembre 2018


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