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Stefano Luppi
Leggi i suoi articoliRavenna. Lunedì 20 febbraio Mibact, Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune di Ravenna hanno firmato un accordo-quadro di valorizzazione dei beni archeologici, storici e artistici del territorio ravennate che riguarda beni dall’epoca paleocristiana fino al Novecento.
L’accordo infatti riguarda le aree archeologiche di Classe Podere Chiavichetta e area di San Severo, il futuro Museo archeologico di Classe, la Cripta Rasponi e i Giardini pensili, la Domus dei Tappeti di pietra, l’ex convento degli Agostiniani di San Nicolò, sede del museo TAMO, i beni statali rappresentati dalla basilica di Sant’Apollinare in Classe, il Mausoleo di Teodorico, il Museo Nazionale di Ravenna, i resti del palazzo di Teodorico e il Battistero degli Ariani. Entrano nell’accordo anche i beni comunali quali la tomba di Dante, il Museo Dantesco e il Mar Museo d’arte della città di Ravenna.
In virtù dell’accordo di valorizzazione verrà attivata una forma speciale di partenariato dei diversi proprietari del patrimonio ravennate con la Fondazione RavennAntica, partner proposto dal Comune e ritenuto idoneo dal Mibact che dunque gestirà tutti i servizi di ospitalità e strumentali, con particolare riferimento alla promozione, alla biglietteria e alle visite guidate. A Ravenna, dunque, si «centralizzano» alcune funzioni presso la fondazione istituita da Comune e Provincia di Ravenna, Università di Bologna, Archidiocesi di Ravenna, Fondazione Cassa di risparmio di Ravenna e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, fino a luglio 2016 presieduta da Elsa Signorino che oggi è assessore alla cultura del Comune.
Da sinistra, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, il ministro Dario Franceschini e l'assessore regionale alla Cultura dell'Emilia-Romagna Massimo Mezzetti
Una panoramica della Domus dei tappeti di pietra a Ravenna
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