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VEDERE A VENEZIA

Quindici artigiani sottovetro

Marcin Gierat inaugura lo Squero Castello

 «Portrait of Marco Nason, CEO NasonMoretti»  di Marcin Gierat

Quindici ritratti a mezzobusto con lo sguardo fisso verso lo spettatore, impressi sulla superficie vitrea. Sono i volti segnati dal tempo che il fotografo polacco Marcin Gierat (Cracovia, 1978) ha realizzato per «Man in the Glass», la mostra di Zuecca Projects curata da Marica Denora e Alessandro Possati, allestita dal 5 settembre al 10 ottobre nello Squero Castello, recentemente recuperato, a poca distanza dall’Arsenale.

I protagonisti del progetto sono quindici artigiani, maestri e direttori di tre delle più antiche vetrerie di Murano che, ciascuna con le sue tecniche e i colori caratteristici, ha creato le lastre sui cui sono stampati i quindici ritratti. Tutte di chiara fama le vetrerie coinvolte: la NasonMoretti, fondata a Murano nel 1923, vincitrice nel 1955 della seconda edizione del Premio Compasso d’Oro; la Schiavon Art Team, istituita nel 2011 da Massimiliano Schiavon e specializzata nella creazione di opere uniche; e la Barovier & Toso, rifondata a Murano nel 1878 dai fratelli Barovier, discendenti di una famiglia attiva nell’imprenditoria del vetro dal XIII secolo. «Da tempo Gierat porta avanti una ricerca sulla conservazione della memoria dell’artigianato italiano, di quelle forme in pericolo che non hanno futuro perché manca il ricambio generazionale e stanno scomparendo», spiegano i due curatori.

Per la prima parte del progetto, in occasione di Pitti Uomo 2018, Gierat ha realizzato la serie di ritratti «WorkWhere», immortalando gli artigiani fiorentini dell’Oltrarno nelle loro botteghe con una tecnica di metà Ottocento: la fotografia al collodio umido realizzata con una macchina d’epoca che imprime l’immagine su lastre di vetro. «Ora il progetto prosegue soffermandosi su un altro tipo di artigianalità, quella del vetro di Murano. In questo caso oltre a esaltare la tecnica e la memoria di questa produzione si mette in luce il pericolo che la tradizione sta vivendo anche per un determinato tipo di turismo e per la concorrenza della produzione cinese», aggiungono Denora e Possati.

Di solito quando Marcin realizza fotografie su vetro usa lastre di produzione industriale di circa 2 millimetri. Stavolta, invece, le lastre sono molto più spesse. Ne risulta un duplice ritratto in cui l’artefice viene rappresentato su un supporto frutto del suo stesso lavoro. Per ogni vetreria coinvolta ci sono colori diversi e tipologie di vetro differenti, anche con tecniche esclusive. Uno spiraglio di contemplazione che esalta la maestria analogica in un presente sempre più frenetico, pervaso dall’immaterialità del digitale e sovraccarico d’immagini.

In mostra accanto ai ritratti anche un video realizzato dalla Illumina Film (diretto da Alessandro Possati e da Gierat), che cala lo spettatore nella quotidianità e nella vita dei maestri muranesi, in un racconto corale tra fornaci e calli di Murano. La proposta fa parte del calendario di The Venice Glass Week, il festival internazionale dedicato all’arte del vetro alla quarta edizione, in programma dal 5 al 13 settembre a Venezia, Murano e Mestre.

Veronica Rodenigo, da Il Giornale dell'Arte numero 410, settembre 2020



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