Quando Mussolini scriveva per Ungaretti

A Palazzo Ducale le contraddizioni, le ferite, i sogni e gli incubi di un decennio molto attuale: gli anni Venti in Italia

«Millenovecentodiciannove (Il reduce)», 1929-1930 (particolare), di Ardengo Soffici, Museo di Palazzo Pretorio, Prato
Franco Fanelli |  | Genova

«Calma, piacere, dolore, odio, calma»: è l’alternanza di sentimenti raffigurata nei grandi volti che aleggiano su «La folla», un dipinto del 1920 di Sexto Canegallo. Una compresenza di contrasti che percorre tutto un decennio, gli anni Venti, ovvero «L’età dell’incertezza», così identificata da Matteo Fochessati e Gianni Franzone, curatori di una mostra aperta dal 5 ottobre al primo marzo nell’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale.

Qui un centinaio di opere rivelano come la contrastante complessità degli anni Venti si sia manifestata nell’arte italiana del periodo. Gli anni Venti del ’900 si aprono, artisticamente, con i frammenti dell’utopia avanguardista rimasti ancora in vita dopo la Grande Guerra e si chiuderanno con un sempre più marcato ritorno all’ordine, complici anche i dettami estetici dei regimi totalitari. In verità, quel decennio succede a due catastrofi: oltre alla
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