Proposte eclettiche per un collezionismo colto

Da Wannenes il 14 e 15 giugno i Preraffaelliti tra Magnasco, Fra Galgario e Luca Cambiaso

Arianna Antoniutti |  | Genova

Nella sede genovese di Wannenes, a Palazzo del Melograno, lunedì 14 e martedì 15 giugno si tiene l’asta «Dipinti Antichi e del XIX secolo», che prevede l’aggiudicazione esclusivamente tramite offerte scritte, per telefono e sul sito della casa d'aste. Il catalogo, «variegato ed eclettico» come lo definisce Rosanna Nobilitato, esperta «Dipinti XIX secolo» per Wannenes, si presenta difatti assai ricco in termini di generi e stili.

Si parte con una prima sezione dedicata al vedutismo, con il nucleo di acquerelli su carta di Simone Pomardi (stima 2.400-3mila euro), per poi passare alla vita popolare e alla campagna romana, cui sono dedicati gli oli su tela di Vincenzo Giovannini «Via Appia all’altezza del IV Miglio» (4-5mila) e Achille Vertunni «Contadini nella campagna romana» (2-3mila). Ma è in opere come «Mulattieri sull’Appennino» (1880) di Stefano Bruzzi (8-10mila) e «Paesaggio con cosacco a cavallo» (5-7mila) di Richard Karlovich Zommer (1866-1939) che la natura diventa fulcro del dipinto.

«La nostra clientela è internazionale e pittori come Zommer, presente con un magnifico paesaggio immerso in una luce fredda e tersa, sono molto apprezzati, afferma Rosanna Nobilitato. Tra i lotti, segnalo un’interessante sezione rivolta ai preraffaelliti John Bernard Partridge e Charles Sillem Lidderdale, con acquerelli provenienti da una collezione privata italiana. Spicca poi l’acquarello e matita “Giovane donna alla spinetta” (40-60mila), che per l’elevata qualità esecutiva è attributo a Dante Gabriel Rossetti. Fra le opere che hanno come tema il ritratto femminile segnalo infine “Armonia della sera” (1908) di Michel Simonidy (5-7mila), pittore nato a Bucarest e poi vissuto a Parigi, in cui si fondono i colori della sua terra e il gusto francese. Mentre fra i soggetti a tema popolare si distinguono il vivace “Frutto proibito” di Pio Sanquirico, (7-9mila) e la “Festa in piazza” di Beppe Ciardi (5-7mila), dalla pennellata movimentata e dal forte impatto cromatico».

Ai maestri antichi è dedicata una selezione ancora più corposa, con opere importanti come «Clizia abbandonata da Apollo» (4-7mila) di Giovanni Battista Crosato (1697-1758), raro bozzetto che offre un preciso riferimento alle scene mitologiche conservate in Palazzo Madama a Torino. Sicuramente uno dei momenti di maggior interesse della vendita all’incanto è costituito dalla «Contrizione di monaci davanti al confessore» (1718-20) di Alessandro Magnasco (50-80mila), proveniente dalla collezione di Italico Brass.

Inoltre, come spiega Antonio Gesino, esperto di dipinti antichi per Wannenes, «in asta numerosi sono gli esempi di opere dalle quotazioni non elevatissime ma che costituiscono punti di colto collezionismo, basti pensare al piccolo quadro “La rissa” (5-8mila) di Pietro della Vecchia, dalla collezione Brass come il Magnasco. Sempre di ambito veneto è la “Scena di caccia” (8-12mila) di Paolo Fiammingo (Pauwels Franck, 1540-96), rilevante sia per la pittura di paesaggio, sia per quanto ci dice delle vicende dei pittori fiamminghi e olandesi che giungevano in Italia.

Questa composizione pittorica guarda infatti, da un lato, alla sensibilità paesistica dei paesi nordici, e dell’altro compendia la tradizione del Cinquecento veneziano, in particolar modo Tintoretto. Sfogliando il catalogo e visitando le sale espositive, abbiamo altre chicche, come il “Ritratto di frate paolotto” (5-8mila) di Fra Galgario, un bel documento di ritrattistica lombarda del Settecento italiano, o l'“Adorazione dei pastori” (8-12mila), un notturno di Luca Cambiaso, grandissima testimonianza pittorica del punto estremo della cultura manierista. Singolare, innanzitutto per le dimensioni, è infine il “Giardino con fiori, fontana e figura” (8-12mila) di Giovanni Stanchi (1608-75): nature morte di queste misure, 122x173 cm, sono rare. Probabilmente era stato concepito in coppia, o forse in serie. Qui, oltre al vivace aspetto decorativo, rileviamo un passaggio culturale: l’avvento, nella natura morta, della “grande decorazione” da palazzo
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