Polittico della nostalgia

I citazionisti della Collezione Caggiano

Stefano Miliani |  | Gualdo Tadino (Pg)

Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta si affacciarono artisti dalla tecnica sapiente, antimodernista, che rimandavano all’antico, chi al Classicismo, chi al Barocco, chi ai giotteschi o ad altri stili.

«La stanza segreta. Capolavori della figurazione contemporanea dalla Collezione Massimo Caggiano», dal 10 maggio al 27 ottobre ricostruisce quella stagione e Cesare Biasini Selvaggi, che ha curato la mostra con Vittorio Sgarbi, in catalogo ricorda: «Dagli Anacronisti teorizzati da Maurizio Calvesi ai Pittori Colti riuniti da Italo Mussa, ciascuno di essi (di quei pittori, Ndr), sul finire degli anni Settanta contribuì a traghettare l’arte concettuale fuori dalle “sabbie mobili” di un percorso senza ritorno che aveva portato Giulio Carlo Argan a paventare addirittura la “morte dell’arte”».

Promossa dal Polo museale della cittadina umbra nella Chiesa di San Francesco, la rassegna
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