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Mostre

Piranesi in casa

Per la prima volta l’intero corpus incisorio delle collezioni conservate a Bassano del Grappa

Giambattista Piranesi «Piramide di Caio Cestio»

Sarà visitabile sino al 19 ottobre, preferibilmente prenotando l’ingresso, «Giambattista Piranesi. Architetto senza tempo», la mostra a cura di Chiara Casarin e Pierluigi Panza che nelle sale del quarto e quinto piano di Palazzo Sturm presenta per la prima volta l’intero corpus incisorio piranesiano appartenente alle collezioni bassanesi.

Sedici volumi conservati presso la Biblioteca Civica per un totale di 548 incisioni rilegate, cui si aggiungono 19 sciolte dalla collezione civica Remondini. A corredo, giunge dalla Fondazione Cini di Venezia anche il prestito delle 16 tavole raffiguranti le «Carceri d’Invenzione», date alle stampe come opera completa nel 1761.

Il visitatore si trova così immerso nelle «Vedute di Roma» (città d’elezione di Piranesi dove arrivò ancora ventenne a seguito dell’ambasciatore veneziano Francesco Venier) e in quelle «Antichità Romane», tema prediletto della produzione piranesiana (nella foto, «Piramide di Caio Cestio»), per poi incontrare l’incursione contemporanea di Luca Pignatelli che nella «Veduta del Castello dell’Acqua Felice» inserisce i suoi orologi.

Non mancano approfondimenti dedicati alla fortuna e alla vicenda biografica piranesiana né l’occasione di ripercorrere gli spazi delle Carceri anche attraverso l’ambientazione virtuale del video realizzato nel 2010 da Factum Arte (con Grégoire Dupond) per la mostra «Le arti del Piranesi» alla Fondazione Cini.

Veronica Rodenigo, da Il Giornale dell'Arte numero 409, agosto 2020



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