Picasso scultore timido e geniale

Una straordinaria retrospettiva schiera 55 opere in dialogo con Bernini e i marmi antichi. Ma lui non amava esporre questo lato della sua genialità

Pablo picasso «Tête de tareau» (1950), collezione privata
Francesca Romana Morelli |  | Roma

Ogni giorno, il cardinale Scipione Borghese lasciava il suo palazzo a Piazza Fontanella Borghese e si recava nella Villa Pinciana, dove aveva allestito la sua mirabile collezione sulla base delle capricciose e illuminanti compresenze stilistiche frutto di varie interpretazioni del Classicismo. Tanto che al giovane Bernini apparve come una vera foresta di statue. Lo stesso effetto dovette esercitare Roma sul giovane Picasso durante il suo viaggio in Italia nel 1917, quando poté confrontarsi per la prima volta in situ con la scultura dell’antichità e con il Rinascimento. La visita alla Galleria Borghese gli consentì di vedere da vicino le sculture di Bernini. La mostra alla Galleria Borghese terrà conto della sua esperienza di contatto con l’arte italiana per tornare a riflettere su grandi temi legati alla pittura e soprattutto alla scultura dal Rinascimento in avanti. In una piccola stanza il potente
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