Percezioni di Paladino alla Fondazione Volume

Ai visitatori è richiesto di entrare uno alla volta, lasciare all’entrata cellulari e orologi e rispondere a un questionario

Silvano Manganaro |  | ROMA

Nel settimo e ultimo appuntamento del ciclo «Percezioni» ideato della Fondazione Volume! è la volta di Mimmo Paladino. La formula è quella iniziata un anno fa, anticipando le pratiche oggi comuni per la visita a musei e gallerie: niente inaugurazione, visite solo su prenotazione e accesso limitato a un visitatore alla volta.

Le motivazioni, però, non avevano (e non hanno) nulla a che fare con il Covid-19 ma recepivano un’esigenza di Francesco Nucci, neurochirurgo e presidente della Fondazione, ovvero analizzare con metodologie e parametri scientifici la percezione degli interventi artistici da parte del pubblico. Per questo si entra uno alla volta, si lasciano all’entrata cellulari e orologi e si risponde a un questionario.

Dal punto di vista della ridefinizione dello spazio (da sempre la specificità di Volume!), il visitatore si trova davanti un lungo corridoio, pensato come momento di «purificazione sensoriale» e preparazione a quella che si palesa, alla fine del percorso, come una sorta di epifania. In questo caso è un’immersione nel colore, visitabile dal 24 settembre e per tutto ottobre.

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