Pasini esotico reporter

Alla Magnani Rocca oltre 100 opere dell’orientalista italiano

Alberto Pasini, «La carovana dello Shah di Persia», 1867, olio su tela
Stefano Luppi |  | Mamiano di Traversetolo (Pr)

L’Orientalismo in pittura, nato prima in Francia e poi in Inghilterra a seguito delle campagne napoleoniche tra fine Settecento e primi decenni dell’Ottocento, deve qualcosa anche all’Italia. L’attrazione per il Nordafrica e il Medio Oriente, certo favorita dallo sviluppo del colonialismo europeo, deve visivamente molto anche all’Italia, in particolare al pittore e viaggiatore parmense Alberto Pasini (Busseto, 1826 - Cavoretto, To, 1899) che riprodusse in innumerevoli dipinti i mondi, tra gli altri, di Turchia, Persia ed Egitto.

Pasini partecipava direttamente ai viaggi dai quali traeva successivamente i dipinti, com’è il caso di quello a Teheran del 1855 quando, da poco giunto a Parigi, viene chiamato a far parte di una missione diplomatica francese nei territori dello Scià di Persia, come accompagnatore del conte Joseph Gobineau e del ministro Prosper Bourée. Pasini ne trasse molti disegni
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