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Palmira, lo scempio finale

Palmira, lo scempio finale

L’Isis ha distrutto anche il proscenio dell’antico teatro romano di Palmira e il vicino Tetrapilo, gioielli architettonici tra i meglio conservati al mondo. L’Onu: «è un crimine di guerra»

 

Redazione, 21 gennaio 2017 | © Riproduzione riservata

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La consegna è avvenuta a Los Angeles durante una cerimonia. «Questi oggetti rappresentano una parte integrante della storia e del patrimonio culturale egiziani», ha dichiarato l’ambasciatore e console generale egiziano Hossam Eldeen Aly

Mentre proseguono le indagini sul clamoroso furto delle tavole del Polittico di San Gregorio e della tavoletta bifronte dal MuMe di Messina, un altro Antonello torna nella sua terra. Fino al 4 novembre il Museo Mandralisca di Cefalù mette per la prima volta a confronto in Sicilia il «Ritratto Trivulzio» di Palazzo Madama e il celebre «Ritratto d’uomo»: due sconosciuti ai quali il pittore, cinque secoli e mezzo fa, diede una presenza psicologica sorprendentemente moderna.

In 162 giorni, sono stati registrati 301.730 ingressi, facendo della mostra dedicata al maestro dell’Espressionismo astratto la più visitata nella storia ventennale della Fondazione Palazzo Strozzi. A questi si aggiungono i 96.665 ingressi al Museo di San Marco e i 32.140 alla Biblioteca Medicea Laurenziana

Nel Suffolk, in Inghilterra, lo studio del sito di Red Lodge rivela un singolare paesaggio rituale: all’inizio del II secolo d.C. una comunità romana costruì un santuario accanto a un tumulo funerario dell’Età del Bronzo eretto quasi duemila anni prima. Teschi di maiale orientati verso l’edificio sacro, monete deposte sopra i crani, sacrifici animali e oggetti votivi documentano un culto rimasto attivo per secoli. E mostrano come anche per i Romani il passato più remoto potesse diventare materia religiosa.

Palmira, lo scempio finale | Redazione

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