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Palmira, lo scempio finale

Palmira, lo scempio finale

L’Isis ha distrutto anche il proscenio dell’antico teatro romano di Palmira e il vicino Tetrapilo, gioielli architettonici tra i meglio conservati al mondo. L’Onu: «è un crimine di guerra»

 

Redazione, 21 gennaio 2017 | © Riproduzione riservata

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Si tratta del Palazzo Pretorio-Museo archeologico «Ranuccio Bianchi Bandinelli» di Colle di Val d’Elsa, del Museo Civico della Paglia di Signa, del Museo Civico Archeologico di Sarteano, del Museo di Massaciuccoli Romana di Massarosa, il Museo Civico «Giovanni Fattori» di Livorno, il Museo delle Statue Stele Lunigianesi A. C. Ambrosi di Pontremoli, il Museo artistico della Bambola di Suvereto e il Mad’ Museo dell’Albero d’Oro di Lucignano

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A Büklükale, nell’Anatolia centrale, gli archeologi hanno rinvenuto un piccolo sigillo a stampo con due figure animali, databile probabilmente tra la tarda età dei Karum e la prima fase ittita. L’oggetto, ancora in corso di studio, si inserisce in un sito già noto per tavolette cuneiformi ittite e hurrite e rafforza l’ipotesi di un centro strategico coinvolto nelle reti politiche, religiose e amministrative che precedettero e accompagnarono l’ascesa del potere ittita.

Palmira, lo scempio finale | Redazione

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