Palmira dal tempio allo scempio

Laura Giuliani |  | Colonia

Che cosa resta dell’antichissima città di Palmira sorta in mezzo alla pianura deserta siriana e giunta intatta sino ai giorni nostri, fino a quando le truppe dell’Isis hanno cominciato a distruggere i suoi monumenti?

Quasi un anno fa, il 17 maggio scorso, l’esercito siriano riusciva a respingere i miliziani dello Stato Islamico fuori dalla città; pochi giorni dopo gli stessi militanti l’assalivano e la conquistavano, dando così inizio alla devastazione di uno dei più importanti siti archeologici del mondo. Allo scempio seguiva poco dopo l’uccisione dell’anziano direttore del sito, l’archeologo Khaled al-Asaad, colpevole di aver studiato e difeso fino all’ultimo quei monumenti.

Ai dubbi e alle prime incertezze su che cosa davvero fosse andato perduto, sono subentrate poi le immagini inequivocabili diffuse sul web che hanno confermato gli sfregi compiuti sugli antichi monumenti di Palmira. Per un momento si
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