Palermo cambia orizzonte

Il nuovo Centro direzionale della Regione Siciliana sarà un «giardino pubblico metropolitano sospeso»

Giusi Diana  |  | Palermo

I francesi Leclercq Associés Architectes Urbanistes, Clément Blanchet Architecture, Nicolas Laisné Architectes e i paesaggisti di Base Paysage, guidati dalla società milanese di ingegneria Tekne Spa, sono i vincitori del concorso internazionale di progettazione per il nuovo Centro direzionale della Regione Siciliana che sorgerà a Palermo, svolto in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Palermo.

Si tratta di una cittadella amministrativa verticale con «geometrie variabili» e giardino pubblico pensile, che ospiterà tutti gli uffici centrali dell’amministrazione regionale, per un investimento complessivo di circa 425 milioni di euro, di cui 270 per l’esecuzione dei lavori. L’architetto Clément Blanchet lo presenta come «un giardino pubblico metropolitano sospeso per consentire una vista unica su Palermo».

Come recita il sito ufficiale di Leclercq, «gli edifici saranno organizzati intorno a un corso centrale e a tre piazze, rivisitando il modello urbano mediterraneo. Il piano terra, aperto alla città, ospiterà una varietà di funzioni e servizi per tutti: un auditorium, negozi, caffè e ristoranti, un centro benessere, un centro fitness, una chiesa, un asilo nido, un complesso scolastico, una biblioteca e uno spazio artistico».

I materiali utilizzati saranno il legno e l’acciaio, e le facciate saranno in pietra, provenienti dalle diverse cave della regione. Al sesto piano si troverà un giardino pubblico pensile, il «nuovo orizzonte», dal quale si potrà godere di un panorama eccezionale sul mare e la montagna. Tra i nomi dei vincitori, nella cordata italo-francese, figura anche l’artista siciliano Gianfranco Maranto, autore d’installazioni ambientali che catturano la luce attraverso texture e colore, utilizzando materiali come il nastro adesivo, il legno, la carta e l’argilla.

Nel progetto vincitore, oltre a quello di Maranto, sono numerosi gli interventi d’arte contemporanea previsti, che caratterizzeranno gli spazi pubblici sia all’aperto sia all’interno degli edifici. Tra i nomi che circolano, quello di Ignazio Mortellaro, altro artista siciliano che utilizza spesso il metallo nelle sue sculture e installazioni, e di Edoardo Tresoldi, noto per le installazioni ambientali in rete metallica, prima tra tutte la ricostruzione della basilica paleocristiana di Siponto (Manfredonia, Fg). Tra gli artisti coinvolti anche Fabrizio Plessi, giunto al secondo posto nella cordata guidata dall’architetto francese Rudy Ricciotti. La graduatoria dei vincitori è al momento provvisoria in attesa della verifica di conformità della documentazione.

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