Oltrepassare Assisi

Una mostra di ricerca illustra il ruolo di Gubbio al tempo di Giotto

 «Cristo benedicente» dalla Cassa di Sant’Ubaldo del Maestro Espressionista di Santa Chiara (Palmerino di Guido), Gubbio, Raccolta Memorie Ubaldiane
Stefano Miliani |  | Gubbio (Pg)

Tra la fine del Duecento e il Trecento la città di Gubbio produsse una cultura figurativa di altissima qualità. Delinea quel panorama, con una settantina di opere tra dipinti su tavola, sculture, oreficerie e manoscritti, la mostra «Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d’arte nella terra di Oderisi» (catalogo Fabrizio Fabbri Editore) dislocata dal 7 luglio al 4 novembre in tre sedi: il Museo Civico di Palazzo dei Consoli, il Museo di Palazzo Ducale, il Museo Diocesano.

La cura è di tre studiosi: Giordana Benazzi, Elvio Lunghi ed Enrica Neri Lusanna, ordinario di Storia dell’arte medievale all’Università di Perugia che chiarisce: «È una mostra di ricerca, frutto di un accurato lavoro scientifico, su un centro poco indagato ma artisticamente di rilievo per i contatti tenuti con le maggiori città toscane, cui era anche politicamente legato per aver fatto parte del circuito guelfo».

Dalla rassegna
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