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Mostre

Nils-Udo, ambientalista puro

Le fotografie del pioniere dell’Art in Nature

«Sanctuarie» di Nils-Udo

Nils-Udo, nato in Germania nel 1937, è conosciuto per il suo approccio lirico alle istanze ambientali ed ecologiche dell’arte. È stato scelto da Valerio Tazzetti per il suo forte approccio alla natura e l’impatto emotivo delle fotografie di grande formato, con cui torna a esporre da Photo & Contemporary presso Gracis dal 9 settembre al 9 ottobre.

Le sue installazioni possono essere di grandi dimensioni e permanenti, così come effimere e di misure molto contenute, a volte quasi invisibili. Testimonianza tangibile di queste opere mutevoli sono le fotografie realizzate dall’artista, unici resti di un lavoro spesso legato alla deperibilità dei materiali utilizzati.

In galleria sono esposte le immagini di grandi installazioni site specific realizzate in Francia, nell’Île de la Réunion e nei Pirenei, oltre ad alcuni dipinti a olio provenienti dal suo atelier bavarese.

Le grandi fotografie del formato di circa 150x200 cm permettono un’immersione totale nel suo lavoro, come le gigantesche uova di marmo della Fondation Carmignac sull’isola di Porquerolles, realizzate nel 2018 nelle cave intorno a Carrara e depositate nel grande parco delle sculture della Fondation «forse dai dinosauri o forse dagli elicotteri». Alle uova fanno da contraltare gli esili «Calumet» sulla spiaggia della Réunion, che rimandano al tema dell’acqua e ai componenti effimeri dell’azione, congelati dalla fotografia.

Nils-Udo sceglie la foto ideale che rappresenta il lavoro al meglio: ed ecco che nel Sanctuaire di Chaumont-sur-Loire il terrapieno realizzato nel 2015 diventa nelle immagini da lontano un imponente triangolo dai lati di circa 8 metri. «Black Bamboo», una delle rare installazioni in interni è stata realizzata nel 2019 a Parigi per la Fondation EDF: inquadrate dall’alto ritornano le uova in marmo e i potenti bambù piantati nel terreno.

«Nils-Udo è stato sempre sensibile alla questione ambientale ed è uno dei pionieri del movimento Art in Nature, racconta Valerio Tazzetti, ha iniziato l’attività artistica negli anni Settanta con la nascita del movimento ecologista e del suo azionismo che portava all’occupazione delle miniere e delle cave abbandonate nella Ruhr, dove gli artisti dell’Environment art o dell’Art in Nature concepirono le prime rudimentali sculture di tronchi e rami di legno; spesso erano in contrapposizione con gli esponenti della Land art che accusavano di distruggere il territorio con i loro interventi radicali e sostenevano invece un’arte più mimetica e prossima al ciclo vitale della natura. In Italia i suoi lavori sono presenti ad Arte Sella, vicino a Borgo Valsugana, Trento».

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero 410, settembre 2020



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