Nati dalla strada, consacrati dai musei

A Palazzo Blu 70 opere di 45 street artist che nel tempo hanno sviluppato percorsi complessi e differenti

Un’opera di Beast
Elena Franzoia |  | Pisa

Dal 14 dicembre al 3 aprile la Street art colonizza, insieme a Keith Haring, Palazzo Blu. Realizzata dall’associazione culturale stART - Open you eyes e prodotta da Fondazione Pisa, la mostra «Attitude. Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo» è curata da Gianguido Grassi con la volontà di presentare 70 opere di 45 artisti internazionali che, nati dalla strada, hanno poi sviluppato «attitudini» e percorsi complessi e differenti.

«La nostra associazione ha realizzato negli anni con il festival Welcome to Pisa un percorso urbano costituito da 20 muri dipinti nella zona di Porta Marina, spiega Grassi. Un museo a cielo aperto cui ha lavorato una generazione di artisti, per lo più oggi ultraquarantenni, accomunati da una nascita spontanea in un contesto di strada ma la cui evoluzione consente loro oggi di esporre in un museo ufficiale e permanente come Palazzo Blu, accanto a tavole trecentesche e opere di Artemisia Gentileschi. La mostra vuole infatti sottolineare come come l’arte urbana non si fermi al solo aspetto eversivo e illegale del graffito, ma si situi in una dimensione di assoluta continuità con l’arte contemporanea dei grandi mestri che grazie ai miei genitori ho frequentato fin da piccolo, come Castellani, Griffa o Carla Accardi».

Le sezioni espositive sono 4: Graffiti, Tecniche, Icone, Astrattismo. Spiccano tra gli artisti non sole leggende della scena newyorkese come il writer Phase 2 e l’iconico Obey, ma anche Moses&Taps, che con le loro bombolette colorano treni e ferrovie, e il celebre e ormai brandizzato Okuda San Miguel, presente con una scultura. «A conclusione delle due mostre, la nostra e quella su Haring, saranno realizzati nuovi interventi alla scala urbana che implementeranno il museo all’aperto pisano, precisa Grassi. Un aspetto interessante di “Attitude” è che la mostra cambierà 4 volte. Una volta al mese infatti una performance inaugurale introdurrà una nuova mostra personale all’interno di una sala, coinvolgendo artisti dai linguaggi molto diversi come 2501, 108, Joys e Gaia».

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