Murillo vede rosso

Alla Fondazione Memmo la prima personale dell’artista colombiano in Italia

«(Untitled) surge», 2021, di Oscar Murillo. © Oscar Murillo. Cortesia dell’artista. Foto Tim Bowditch e Reinis Lismanis
Silvano Manganaro |  | Roma

Dopo un’interruzione durata più di due anni, Francesco Stocchi torna a curare un progetto espositivo alla Fondazione Memmo. Se il calendario 2020-21 era stato scandito dalle mostre collettive del ciclo «Conversation Piece» ideato da Marcello Smarrelli, quella che apre il 10 novembre è una mostra personale dell’artista di origini colombiane Oscar Murillo.

«Spirits and Gestures», questo il titolo della mostra che rimarrà aperta fino al 20 marzo negli spazi di via della Fontanella di Borghese, è la prima personale di Murillo in Italia. L’artista, nato nel 1986 e trasferitosi con la famigila a Londra quando aveva 10 anni, è diventato celebre per la sua partecipazioni a numerose biennali internazionali quali la Biennale di Berlino (2018), la Biennale di Sharjah (2017), Performa 15, New York (2015) e, nello stesso anno, la 56ma Biennale di Venezia (quella curata da Okwui Enwezor) con il progetto «Frequencies».

Nel 2019, anno in cui ha vinto, a pari merito con gli altri partecipanti, il Turner Prize, era stato invitato dalla Fondazione Memmo a soggiornare nella città eterna per permettergli di dare vita a un progetto site specific che si relazionasse con il contesto cittadino. Quella che vediamo oggi è una mostra fatta di dipinti realizzati in questi due anni in Colombia (8 in tutto) ma ricomposti all’interno di un display espositivo suggerito dalla storia sociale, politica e religiosa di Roma.

Segnano infatti l’allestimento una serie di inginocchiatoi e panche da chiesa. Sicuramente questa suggestione è esaltata dalla scelta del titolo dell’esposizione (in italiano «Spiriti e Gesti») che rimanda sì alla storia della città ma anche al percorso artistico e pittorico di Murillo. Un lavoro complessso e sfaccettato che, in ambito pittorico, fonde sincretismo culturale e una personale tecnica che rimanda all’Espressionismo astratto e che per la prima volta, in questa occasione, vede l’utilizzo di un nuovo colore: il rosso!


In occasione dell’apertura della mostra, inizialmente prevista ad aprile 2020, Franco Fanelli aveva realizzato una lunga intervista a Oscar Murillo

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