Minimalismo partecipativo

Installazioni di Francesca Leone al Macro

Francesca Romana Morelli |  | Roma

Nella seconda metà degli anni Sessanta, il minimalista Carl Andre, rispetto ai suoi pavimenti di lastre accessibili agli spettatori, sosteneva che la sua opera fosse «atea, materialista è comunista. È atea perché è priva di una forma trascendente, non ha caratteristiche spirituali o intellettuali».

Anche Francesca Leone (1964) realizza installazioni che affondano le radici in quel pensiero, benché la sua attenzione sia focalizzata su temi dell’ambiente e dell’ecosistema. Alla fine del 2015, in una esposizione alla Triennale di Milano ha installato a terra diciotto grate in alluminio su cui avevano camminato centinaia di persone, lasciando memoria del proprio passaggio con mozziconi di sigarette, carte e altri rifiuti, come anche chiavi e monete.

Dal 3 febbraio al 26 marzo Francesca Leone propone lo stesso lavoro nella Project Room # 2 del Macro, nella mostra «Giardino» a cura di Danilo Eccher.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

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