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Mostre

Michelangelo tinti di Viola alla Royal Academy

Il tema del corpo quale veicolo di spiritualità per un accostamento tra due artisti e due epoche

Michelangelo Buonarroti «The Risen Christ» (particolare, c.1532-3). Foto: Royal Collection Trust / © Her Majesty Queen Elizabeth II 2018

Londra. Che cosa avranno mai da dirsi i video di Bill Viola (pioniere della videoart nato a New York nel 1951) e le opere di Michelangelo Buonarroti (1475-1564)? Dal 26 gennaio al 31 marzo, la Royal Academy of Arts di Londra espone quindici opere del Buonarroti (quattordici lavori su carta e la «Madonna con Bambino e san Giovannino», meglio nota come Tondo Taddei, l’unica sua scultura in marmo a trovarsi in una collezione britannica) insieme a dodici tra le maggiori installazioni di Bill Viola, realizzate tra il 1977 e il 2013.

La mostra «Bill Viola/Michelangelo, Vita Morte Rinascita», organizzata in collaborazione con la collezione d’arte della famiglia reale britannica, indaga le affinità elettive tra i due artisti.
L’origine del progetto risale al 2006, anno in cui Bill Viola visitò una collezione di disegni di Michelangelo presso il Castello di Windsor, il più antico e vasto castello attualmente in uso nonché residenza personale della Regina Elisabetta alle porte di Londra.

La questione tipicamente michelangiolesca del corpo e della sua carica spirituale è un tema caro anche all’artista newyorkese, che nei suoi video al rallentatore si sofferma sulle domande fondamentali dell’esistenza e sulla connessione tra l’essere umano e la natura.

Tutte e quindici le opere di Michelangelo provengono da istituzioni britanniche (12 dalla Royal Collection, due dal British Museum e il Tondo Taddei dalla Royal Academy of Arts): sono incluse nella mostra diverse Crocifissioni e una Resurrezione a gesso nero su carta del 1532-33. Fra le 12 installazioni di Viola, invece, compare l’opera «L’Ascensione di Tristano (Il suono di una montagna sotto una cascata)», impressionante proiezione di 5 metri di altezza realizzata nel 2005 e raffigurante l’ascensione dell’anima dopo la morte.

Bianca Bozzeda, da Il Giornale dell'Arte numero 393, gennaio 2019


  • Bill Viola «Departing Angel» tratto da «Five Angels for the Millennium» (2001). Performer: Josh Coxx. Foto: Bill Viola Studio

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