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Restauro

Meraviglie da sultani nel Topkapi

Nella reggia ottomana aprono al pubblico nuovi ambienti mentre proseguono i lavori

Uno degli hamam del Palazzo topkapi

Istanbul (Turchia). Con 2.980.450 ingressi, anche nel 2018 il palazzo ottomano di Topkapi (già residenza dei sultani con vista sul Bosforo edificata tra il 1470 e il 1478 da Maometto il Conquistatore) si è confermato il sito culturale più visitato della Turchia. Un primato conquistato nonostante la sua principale attrazione, il Chiosco del Conquistatore trasformato in sala del tesoro, sia chiuso per restauri già dall’estate del 2016. In esso erano esposti oggetti preziosi e celebri, come il «Diamante del mercante di cucchiai» da 86 carati e un pugnale tempestato da varie pietre preziose e 3 grandi smeraldi, al momento relegati nei depositi.

Gli interventi di consolidamento si sono resi urgentemente necessari a causa di profonde crepe nei muri portanti, provocate secondo gli esperti sia dall’uso sconsiderato di cemento in precedenti interventi degli anni Cinquanta-Sessanta, sia da smottamenti dovuti a infiltrazioni d’acqua che stanno facendo scivolare l’intera ala meridionale del palazzo verso il mare.

Non è ancora noto quando il Chiosco tornerà di nuovo accessibile. In compenso, nelle scorse settimane sono stati riaperti al pubblico altri ambienti del palazzo, alcuni per la prima volta: le grandi cucine imperiali (restaurate e aperte solo in parte nel 2014) insieme ai dormitori del personale, all’hamam e alla moschea annessi, i laboratori in cui avveniva la stagnatura degli utensili, gli hamam ottocenteschi del sultano e della regina madre negli appartamenti riservati dell’harem, le cucine originali quasi intatte sempre nell’harem (le prime a essere costruite), i giardini privati di Arslanli con vista sullo stretto e sulla città.

Nuovi spazi espositivi, in aggiunta a quelli già esistenti, sono stati allestiti nei dormitori delle cucine imperiali (risalenti al XV secolo quando regnava Solimano il Magnifico). In essi si possono ammirare manufatti delle ricchissime collezioni del Topkapi, quasi tutti inediti, raggruppati in tre grandi insiemi tematici: oggetti per la cucina e la tavola (dal tritacarne ai servizi da viaggio); il caffè a palazzo (con utensili per ogni fase di preparazione: dalla torrefazione alla degustazione) e la conservazione degli alimenti (con recipienti splendidi per forme e colori in molti casi in porcellana proveniente da Cina e Giappone).

Ma nella reggia dei sultani ottomani i restauri sono in corso da oltre un decennio e hanno riguardato anche i padiglioni immersi nei giardini costruiti dopo la conquista di Costantinopoli nel 1453 su quella che era stata l’acropoli dell’originaria colonia greca. Finora sono stato spesi complessivamente circa 50 milioni di euro, quando i 24 progetti tuttora in corso verranno portati a termine la superficie destinata alle visite passerà da 80mila a 400mila metri quadrati (più della metà dell’estensione complessiva).

Entro l’anno si darà inizio anche al restauro delle mura quattrocentesche affacciate sul mare. Nel corso dei lavori non sono mancate scoperte inattese, come il primo hamam del palazzo (usato dai primi cinque sultani, in funzione per un secolo) che si riteneva perduto: anch’esso verrà restaurato e aperto al pubblico. Recenti indagini col georadar hanno individuato sotto gli edifici ottomani resti di epoca romana e greca, ma al momento sono esclusi scavi archeologici, perché potrebbero ulteriormente danneggiare le strutture a rischio.

Giuseppe Mancini, da Il Giornale dell'Arte numero 398, giugno 2019


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