Mascherini teatrale

Uno studio sull'attività dello scultore dal 1948 al 1974 come costumista, scenografo e regista

Nera Pancino |  | Trieste

Mancava uno studio sulle opere per il teatro di Marcello Mascherini, che in parallelo ai successi in scultura (premio ex aequo con Luciano Minguzzi alla Biennale di Venezia del 1950) svolse un’assidua attività dal 1948 al 1974 come costumista, scenografo e regista. Già attivo nel Curatorio della Galleria d’arte moderna e nel glorioso Circolo della Cultura e delle Arti, lo scultore sfrutta il teatro come ulteriore strumento di rilancio culturale per una Trieste dilaniata dalla guerra e dalle violenze per il controllo del confine orientale.

L’esordio come costumista e scenografo avviene nel 1948 con il balletto Cartoni animati al Teatro Giuseppe Verdi sviluppandosi attraverso numerose scenografie per gli spettacoli del Teatro Stabile e del club La Cantina di Trieste, per cui Mascherini arriva a dirigere opere d’avanguardia talvolta in prima mondiale. All’apice della carriera artistica giunge al Teatro dell’Opera di Roma curando le scene del balletto «Tautologos» (coreografie di Aurel M. Milloss e musica elettronica di Luc Ferrari; nella foto) e del dramma giocoso «Don Giovanni» di Mozart (regia di Carlo Piccinato) nel 1969-70.

L’Archivio intitolato all’artista e il comitato di Pordenone della Federazione Italiana Teatro Amatori hanno organizzato la base scientifica e formato la ricca cordata di partner concretizzando lo studio sulle attività teatrali dello scultore triestino nell’importante monografia a cura di Paolo Quazzolo e Francesco Bordin pubblicata da Umberto Allemandi.

La prima mostra «Marcello Mascherini. Il teatro» si apre al Civico Museo Teatrale di Trieste dal 3 giugno al 20 luglio, spostandosi al Museo Civico d’Arte di Pordenone (15 ottobre-28 novembre 2021): sono esposti figurini per costumi, bozzetti di scenografie, immagini d’epoca degli spettacoli e un gruppo di sculture emblematiche.

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