Luca Vitone tra Roma e Tivoli

Doppia mostra dell'artista al MaXXI e a Villa Adriana

«Io, Villa Adriana», 2021, di Luca Vitone
Guglielmo Gigliotti |  | Roma

Nella doppia mostra «Io, Villa Adriana» Luca Vitone torna a riflettere sul rapporto tra l’individuo e il territorio. Aperte fino al 12 settembre a Villa Adriana a Tivoli e al MaXXI, per la cura di Anne Palepoli e Andrea Bruciati, le mostre raccontano, per distillazione estrema, storia e significato della residenza progettata come un’opera d’arte dal colto imperatore Adriano nel II secolo d.C.

Nella Sala Gian Ferrari del MaXXI figurano nove tele precedentemente disposte per mesi nei grandi spazi all’aperto della villa imperiale, di cui quindi riportano i segni del tempo, sia atmosferico che cronologico. Una grande parete del museo romano è invece ricoperta di una pittura monocroma, realizzata ad acquarello e polveri raccolte a Villa Adriana.

Le sfumature tonali raccontano dei luoghi dove sono state prelevate le polveri, ma danno anche indizi riguardo al tempo trascorso per determinarle. A campeggiare in mezzo alla sala è invece il coccodrillo-fontana del II secolo d.C., parte del Canopo che Adriano progettò, in memoria dei suoi viaggi in Egitto.

A Villa Adriana le opere sono distribuite nel territorio: «Le cinque pietre di Davide» (sono quattro, perché la quinta l’ha utilizzata l’eroe biblico contro Golia), «Ricondursi al luogo. Bussola» (sette fotografie di bussole), poi un antico inno alle muse fuoriuscente da una pavimentazione termale,e tre cannocchiali spaesanti disposti sulla Torre di Roccabruna.

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