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Le porcellane europee al Met: un nuovo catalogo

La collezione del Metropolitan Museum, iniziata nel 1879, vanta all’incirca 4mila pezzi

Due vasi cinesi della Manifattura di Sèvres, 1791

Conosciuta per la sua preziosità e importanza, la collezione di porcellane europee del Metropolitan Museum of Art di New York è ritenuta la più rappresentativa degli Stati Uniti, sia per gli oggetti in essa contenuti sia per la significativa storia del collezionismo che la contraddistingue.

Benché sia stata fino ad oggi soggetto di varie edizioni scientifiche di rilievo, un volume dedicato alle porcellane europee non era ancora stato pubblicato ed è solo recentemente, grazie alla catalogazione di Jeffrey Munger, già curatore del Dipartimento di Scultura e Arti Decorative Europee, che un’opera dedicata a questi capolavori vede la luce.

La collezione del Metropolitan Museum, iniziata nel 1879, vanta all’incirca 4mila pezzi, in parte acquisiti dai diversi curatori che si sono alternati alla guida del museo e in parte attraverso importanti personaggi che costituiscono la storia del più noto collezionismo americano della porcellana.

Nel suo saggio introduttivo, Munger affronta in maniera discorsiva, ma con esattezza scientifica, la complicata storia della porcellana europea in tutte le sue diramazioni. L’autore ha selezionato una novantina di opere, scelte fra i migliori esemplari delle più importanti manifatture europee, schedate con dovizia di particolari sia tecnici sia descrittivi, cui si aggiungono le note che riportano a un’ampia bibliografia.
Nel saggio di Elizabeth Sullivan emergono le vicende collezionistiche che portarono alla formazione di questa straordinaria raccolta, esempio della passione per la porcellana dei maggiori protagonisti della finanza e politica americana, fra cui J. Pierpont Morgan, uno dei più importanti collezionisti americani di tutti i tempi, appassionato di porcellana europea a pasta tenera: fra gli oggetti da lui raccolti risaltano i due splendidi piatti prodotti a Firenze sotto Francesco I de’ Medici, fra cui il rarissimo esemplare dipinto a grottesche in blu di cobalto e marcato con lo stemma mediceo.

La collezione del Metropolitan raccoglie quasi un secolo e mezzo di collezionismo americano: non solo Pierpont Morgan, ma anche, fra gli altri, Thornton Wilson, i coniugi Linsky e Wrightsman per la porcellana francese, e naturalmente, Irwin Untermyer, il cui interesse si indirizzò verso la prima produzione di Meissen e di Vienna ma anche della britannica Chelsea.

A Clarence Douglas Dillon, segretario al Tesoro durante la presidenza di John F. Kennedy, è viceversa dovuto il collezionismo della porcellana di Capodimonte, fra cui la rara «Pietà» firmata da Giuseppe Gricci, capo dei modellatori della regia manifattura napoletana.

Il volume è corredato da foto di Joseph Coscia jr che permettono al lettore di esaminare i particolari pittorici e scultorei, nonché le marche di fabbrica. La bellezza del corredo iconografico e l’eleganza dell’edizione, con copertina rigida in stoffa e sovracoperta a colori, hanno il pregio di render l’opera adatta sia alla consultazione scientifica sia a quella non necessariamente specialistica.

European Porcelain in the Metropolitan Museum of Art, di Jeffrey Munger, 312 pp., 321 ill. col., Yale University, New Haven e Londra 2018, $ 120,00

Andreina d’Agliano, da Il Giornale dell'Arte numero 394, febbraio 2019


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