Le pentole e gli abbracci di Simone Forti

Prima personale in un ente pubblico italiano per la coreografa e performance artist

«Huddle», performance di Simone Forti in cui un gruppo di performer si stringono in un abbraccio collettivo
Federico Florian |  | Milano

Per la sua prima personale in un’istituzione pubblica italiana (a cura di Alberto Salvadori e Chiara Nuzzi), la coreografa e performance artist Simone Forti, classe 1935, fiorentina di nascita, americana d’adozione, presenta negli spazi di Ica Milano una selezione di opere inedite, tra cui disegni, acquerelli, stampe, video e materiale di documentazione, che raccontano il periodo di ricerca che l’artista condusse durante gli anni Sessanta, tra l’America e l’Italia.

Los Angeles, New York e Roma sono le tre città che costituiscono i punti cardine della biografia e della carriera di Forti. La prima è quella dove cresce, dopo essere fuggita dall’Italia a causa delle leggi razziali fasciste, e si forma frequentando le classi della coreografa Ann Halprin.

La Grande Mela rappresenta il periodo dell’avanguardia e della sperimentazione dove, insieme ai pionieri della danza moderna Martha Graham e Merce
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