Le mura di Alicarnasso

Un ambizioso progetto recupera il circuito, lungo circa sette chilometri e mezzo

Veduta aerea di Alicarnasso con un tratto delle antiche mura
Giuseppe Mancini |  | Bodrum

È la capitale estiva della Turchia, meta privilegiata del turismo sia interno sia internazionale. Bodrum, località sul Mediterraneo, nasconde un passato celebre: era infatti Halikarnassus, capitale della Caria edificata dal satrapo Mausolo nel IV secolo a.C. Il suo mausoleo, una delle sette meraviglie del mondo antico, non esiste più: venne smantellato nel XV secolo dai Cavalieri ospitalieri per riutilizzarne i materiali nella costruzione del castello sulla baia, che oggi ospita il Museo Nazionale di Archeologia Subacquea.

Le autorità locali hanno però deciso di affiancare al turismo di massa quello di qualità, di puntare quindi sulla storia e sulla cultura. Su iniziativa della Fondazione Akademia e grazie a sponsor privati, è stato lanciato un ambizioso progetto per il recupero del circuito di mura solo in parte sepolto sotto la città moderna: un sistema difensivo strategicamente significativo, che racchiudeva non solo il centro abitato ma anche le alture circostanti, così da sfruttarne i declivi a scopo difensivo.

Il circuito è lungo circa sette chilometri e mezzo: con quattro porte di accesso fortificate, circa 40 torri, fossati. Le tecniche costruttive sono diversificate, dall’opera poligonale ai blocchi squadrati; i materiali sono tutti locali, soprattutto pietra calcarea ma anche andesite più friabile. Un primo restauro delle parti già visibili è stato realizzato nel 1998-2000, con la partecipazione della missione archeologica danese che è attiva a Bodrum sin dal 1966.

I lavori prevedono la pulizia da piante e detriti lungo tutto il percorso, anche in aree private; entro l’estate verrà finito il tratto occidentale, per passare poi a quelli settentrionale e orientale. Lungo tutto il tragitto verranno approntati percorsi di trekking, così da realizzare una passeggiata ininterrotta. Ozay Kartal, presidente dell’associazione, ha spiegato che «si sono resi necessari scavi di emergenza per liberare alcune strutture da macerie, che vengono condotti sotto la supervisione del Museo di Archeologia».

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