Le lettere di Vincenzo Vela

L'anniversario della nascita dello scultore celebrato con preziose pubblicazioni

Un particolare della tomba di Vincenzo Vela al cimitero di Ligornetto
Arabella Cifani |

Il 3 maggio del 1820, nasceva a Ligornetto, nel Canton Ticino, Vincenzo Vela: uno dei più importanti scultori dell’Ottocento europeo, oggi ingiustamente poco ricordato. Vela fu uno degli artisti più apprezzati dalla nobiltà e dalla borghesia milanese e italiana d’ispirazione liberale. Autore di monumenti pubblici e funerari, si impose a livello europeo partecipando a numerose esposizioni.

Tra le molte opere, spesso di straordinaria resa tecnica e intrise di ineffabile poesia, l’iconico «Napoleone morente» (Parigi, Louvre), presentato e premiato all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1867. Nel 1882, in occasione dell’apertura del Gottardo, eseguì l’altorilievo «Vittime del Lavoro» (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna), emblematico capolavoro del realismo sociale.

Vela fu uomo di alto sentire, colto e pensoso. Propugnatore degli ideali risorgimentali, combatté per l’Unità d’Italia e fu politicamente e socialmente molto impegnato. Le sue statue adornano molte piazze italiane, edifici pubblici, chiese, cimiteri. La bellezza di alcune sue opere lo avvicinano alla più eletta tradizione scultorea italiana rinascimentale di Desiderio da Settignano, Donatello, Antonio Rossellino.

Il suo anniversario di nascita l’anno scorso non ha potuto essere celebrato come previsto, a causa della pandemia, ma ha prodotto ugualmente preziose pubblicazioni. Innanzitutto, per la prima volta in tre volumi è stato pubblicato il suo carteggio, a cura di Giorgio Zanchetti. Le lettere vanno dal 1846 al 1891, anno della morte dell’artista, e costituiscono un documento imprescindibile per la storia dell’arte italiana ed europea del periodo. Riaffiorano infatti dalle 1.047 missive catalogate, studiate e annotate, le amicizie e i legami di Vela con i maggiori protagonisti del periodo.

Più di quattrocento i corrispondenti: Donizetti, Manzoni, Tommaseo, Bettino Ricasoli, Quintino Sella, Camillo Cavour, Massimo d’Azeglio, per non citarne che alcuni. Il carteggio documenta, oltre all’attenta e seria gestione dei suoi affari e lavori, anche la modestia e la mite gentilezza dello scultore, la sua premura di padre e marito esemplare; inoltre la sua passione politica, la volontà precisa e l’onestà intellettuale di non blandire il suo pubblico.

Qualità che contribuiscono a meglio cesellare la sua nobile figura di artista e di uomo. L’anniversario della nascita è stato anche l’occasione per il restauro della monumentale tomba di Vela nel cimitero di Ligornetto. All’evento è stato dedicato un quaderno di studio dell’attivissimo Museo Vela, privata residenza dello scultore, oggi luogo privilegiato di cultura che merita una visita approfondita.

Vincenzo Vela. Carteggio (1846-1891)
a cura di Giorgio Zanchetti, 1.632 pp., 3 voll., Edizioni dello Stato del Cantone Ticino, Bellinzona 2020, CHF 40


Il monumento funebre a Vincenzo Vela
a cura di Gianna A. Mina e Giampaolo Baragiola, 39 pp., ill. col., Museo Vincenzo Vela, Ufficio Federale della Cultura, Berna 2020, € 10

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