Le gigantografie del Tevere

Fotografie installate su cartelloni pubblicitari in prossimità dei luoghi della cultura nel progetto di Iginio De Luca

Uno dei cartelloni pubblicitari del progetto «Tevere Expo»
Graziella Melania Geraci |  | Roma

Il progetto di Iginio De Luca, «Tevere Expo», uno dei selezionati di Cantica21–Italian Contemporary Art Everywhere (iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale-Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese e dal Mibact-Direzione Generale Creatività Contemporanea, per promuovere e valorizzare l’arte contemporanea italiana nel mondo), da aprile vedrà 15 fotografie dal formato di manifesti 2x3 m installate su cartelloni pubblicitari in prossimità dei luoghi della cultura e delle istituzioni di Roma come la Galleria Nazionale, l’Università La Casa Internazionale delle Donne.

Dopo aver fatto il giro di Ambasciate e Istituti di Cultura Italiana nel mondo, approderà alla collezione permanente del museo Maca di Frosinone sotto forma di video e stampa digitale.

Il titolo sarcastico fa riferimento a una manifestazione estiva che ogni anno si tiene lungo il fiume, evento leggero e pop al quale fanno da contraltare le gigantografie delle reliquie del Tevere, rifiuti che si intravedono nel fango. Nel silenzio degli scarti umani sale in superfice l’abbandono e l’incuria del soggetto che si trasforma e si mostra al pubblico giudizio come un non luogo, un universale degrado interiore che fa parte del paesaggio urbano.

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