Le astrazioni acquee di Andrea Kvas

Tele inedite dell’ultimo quinquennio del pittore triestino

Federico Florian |  | ROMA

La Fondazione Smart, istituita nel 2019 da Margherita Marzotto, Stephanie Fazio e Giorgia Rissone in un appartamento di Roma nord, presenta dal 15 ottobre al 26 febbraio «Blac Ilid», personale del pittore triestino Andrea Kvas.

In mostra un gruppo di tele inedite dell’ultimo quinquennio, accomunate dall’emergere di «certe trasparenze e dal ricorrere di un elemento “acqueo” sulla superficie pittorica», spiega il curatore Davide Ferri. Tutti lavori in cui l’astrazione accarezza la figurazione, ma senza alcuna intenzione esplicita di tratteggiare forme o figure riconoscibili.

La figurazione, semmai, è il risultato casuale di un processo che predilige l’istinto, la spensieratezza, l’automatismo. Dalle superfici delle tele, su cui Kvas lavora orizzontalmente per poi elevarle in verticale una volta concluse, una veduta fluviale alla Peter Doig o una distesa di ghiacci artici fuoriusce dal fluido agglomerato di colori, toni e segni che rivelano la vigorosa gestualità dell’artista.

La parola, rappresentazione grafica di un’idea, si ripete in alcuni dipinti. Ma qui il linguaggio non significa nulla: rimanda a un significato inesistente. Così ritorna l’idea di un’astrazione che testa i limiti della propria autoreferenzialità, che tende verso l’espressione di un contenuto (visuale o verbale) puramente ipotetico o indecifrabile, come il titolo della mostra.

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