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Restauro

La Zisa liberata dagli errori e dal cemento

Un milione di euro per la struttura del palazzo e il giardino circostante

Il Palazzo della Zisa a Palermo

L’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana ha destinato un milione di euro al sito Unesco del Palazzo della Zisa (XII secolo, dall’arabo «al-Aziz»), splendida dimora estiva dei re normanni che un tempo sorgeva all’interno di un vasto parco reale di caccia, il Genoard. Un «solatium» costruito sul modello dell’edilizia palaziale dell’Africa settentrionale e dell’Egitto, straordinariamente conservato e di grande fascino nonostante un infelice intervento sul giardino antistante.

Costruito durante il regno di Guglielmo I e di Guglielmo II, nei secoli XIV e XV venne trasformato in una dimora agricola fortificata e per ricavarne la merlatura venne resecata la fascia d’attico, distruggendo parte dell’iscrizione a caratteri cufici che lo completava. Radicali furono poi le trasformazioni seicentesche, quando in già pessime condizioni fu acquistato da Don Giovanni di Sandoval, che vi aggiunse dei balconi, uno scalone monumentale interno e il proprio stemma marmoreo sopra l’ingresso.

Nel 1955 fu acquisito dalla Regione Siciliana, ma il degrado culminò nel 1971 con il crollo dell’ala settentrionale. Solo allora si decise di intervenire con la sua ricostruzione e il restauro (su progetto dell’architetto Giuseppe Caronia). I lavori si protrassero per vent’anni e nel 1991 venne finalmente aperto. Nei primi anni del 2000 al palazzo è stato aggiunto un giardino antistante, con un sistema di vasche a caduta e un grande canale con peschiera non molto apprezzato dagli addetti ai lavori; di «insulto al giardino islamico» parlò a suo tempo Giuseppe Barbera, ordinario di Colture arboree all’Università di Palermo.

Forse questa potrebbe essere l’occasione giusta per ovviare a certi errori del passato, consegnando il monumento a un contesto paesaggistico più armonico e in cui le aree verdi non appaiano mortificate da un’eccessiva presenza di cemento. Gli interventi previsti riguardano infatti sia la struttura del palazzo sia il giardino circostante, con opere di sistemazione esterna delle aree verdi e creazione di impianti idrici e di illuminazione.

All'interno si procederà al restauro della pavimentazione in ceramica smaltata, dei rivestimenti marmorei, degli affreschi e dei mosaici alle pareti che risentono dell’usura del tempo, ma anche a lavori finalizzati a una migliore fruibilità: saranno ad esempio eliminate le residue barriere architettoniche e verranno montate delle lastre in vetro per consentire l'accesso del pubblico in sicurezza alla terrazza sommitale.

Tra gli interventi previsti di particolare rilievo quelli idraulici relativi al sistema di scorrimento dell’acqua all’interno delle vasche del giardino, dove si procederà all’impermeabilizzazione della peschiera e alla creazione di un impianto di ricircolo. Opere di manutenzione e miglioramento anche per le aree della biglietteria e del bookshop. I lavori dovrebbero concludersi entro l’anno.

Giusi Diana, da Il Giornale dell'Arte numero 414, febbraio 2021

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