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Mostre

La variante Kronenberg

Alla galleria Z20 di Roma lavori dell'ultimo anno dell'artista milanese

Un’immagine scelta dall’artista per la comunicazione della mostra: il dirigibile Zeppelin Hindenburg distrutto in un incidente nel 1937

Quando si visita una personale di Giovanni Kronenberg (Milano, 1974) l’effetto è sempre quello di entrare in una Wunderkammer. Il paragone, da questo punto di vista, non è più una novità.

La Galleria Z20 dal 12 febbraio fino al 18 marzo raccoglie lavori realizzati dall'artista nell’ultimo anno: sculture, disegni e interventi di vario tipo. Qui Kronenberg, ancora una volta, dimostra che per lui conta l’alterazione minima di oggetti scelti con grande cura, in un doppio processo che ha a che fare prima con la ricerca e il collezionismo (l’accumulare oggetti o idee che catturano l’attenzione), e poi con la sottile, quasi impercettibile, modifica di quello che è stato scelto.

Un oggetto poco conosciuto è di per sé nuovo, potremmo dire «creato». Ma parlare di ready made in questo caso non avrebbe senso, perché in Kronenberg interviene sempre una lieve modificazione o l’aggiunta di un nuovo elemento che trasforma, quindi, l’oggetto naturale in oggetto artificiale, ovvero artistico, reimmettendolo all’interno di un diverso circuito collezionistico.

Silvano Manganaro, da Il Giornale dell'Arte numero 394, febbraio 2019


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