La ragazza americana di Ruth Orkin

Ai Musei Civici di Bassano del Grappa la prima retrospettiva italiana dedicata alla fotoreporter in collaborazione con DiChroma Photography

«American Girl in Italy» di Ruth Orkin, Firenze, 1951 © Ruth Orkin Photo Archive
Valeria Tassinari |  | Bassano del Grappa (Vi)

Una bella ragazza passa all’angolo di un caffè, evidentemente a disagio tra gli sguardi di uomini di varie età; potrebbe essere il fotogramma di un film, ma è «solo» una fotografia in bianco e nero. «American Girl in Italy» (1951) appare ancora oggi un racconto nitido, sintetico e pulsante di vita italiana.

Lei era Nina Lee Craig, studentessa statunitense di storia dell’arte, e la foto fa parte del reportage «Don’t Be Afraid to Travel Alone» che la fotografa Ruth Orkin, all’epoca trentenne, ha realizzato a Firenze nei primi anni ’50. Questo scatto memorabile non poteva certo mancare in «Ruth Orkin. Leggenda della fotografia», prima retrospettiva italiana dedicata alla fotoreporter, dal 18 dicembre al 2 maggio dai Musei Civici di Bassano del Grappa in collaborazione con DiChroma Photography.

Nata a Boston nel ’21, la Orkin ha aderito alla Photo League e lavorato per testate come «Life» e «New York Times»; si è affermata anche come cineasta, vincendo con il marito Morris Engel il Leone d’Argento al Festival di Venezia del ’53. I suoi scatti hanno «la capacità di fondere assieme, in un’alchimia perfetta e misteriosa, la forza coinvolgente del racconto e la freschezza dell’attimo catturato al volo», come ricorda Barbara Guidi, nuova direttrice dei musei bassanesi.

E davvero c’è una fusione speciale tra immediatezza e forza evocativa, narrazione e istantaneità, in questa antologica, dove si può ritrovare la stessa sincerità in ogni visione della Orkin, dai ritratti delle star di Hollywood alle scene di vita quotidiana fotografate sotto casa per la serie «A World Outside My Window» (1978).

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