La percezione del mondo secondo Kunstmuseum e MKB

Il museo di Basilea ha inaugurato «Spiritual Worlds», secondo capitolo del progetto espositivo «Making the World» coprodotto con il Museo delle Culture

«Il dodicenne Gesù nel Tempio» (1659-60) di Jan Steen © Kunstmuseum Basel. Foto Martin P. Bühler
Elena Franzoia |  | Basilea

Il Kunstmuseum ha inaugurato «Spiritual Worlds», secondo capitolo del progetto espositivo «Making the World» coprodotto con il Museo delle Culture (MKB), presso il quale fino al 23 gennaio è visitabile la mostra complementare «Lived Worlds».

Curato da Bodo Brinkmann il progetto affronta formazione e percezione del mondo da parte dell’uomo come emergono dalle collezioni dei due musei, indagandole nei loro aspetti più materiali al MKB, in quelli più religiosi e spirituali al Kunstmuseum. «Spiritual Worlds» accosta infatti opere artistiche e oggetti rituali del mondo occidentale e orientale strutturandosi in sezioni che sottolineano la profonda diversità ma anche la straordinaria somiglianza che hanno contraddistinto nel corso della storia miti e riti dei popoli del mondo.

Brinkmann ha ad esempio accostato un’opera indù sulla creazione del mondo che vede fronteggiarsi dèi e demoni a un dipinto di Hans Bock il Vecchio che narra la lotta tra dèi e titani per la conquista dell’Olimpo, un oggetto rituale balinese che mostra all’anima la strada che deve percorrere dopo la morte ai diavoli che rivendicano l’anima di un uomo morente in un dipinto di Hieronymus II Francken, rotoli dipinti tibetani seicenteschi che promettono l’ingresso al paradiso a un coevo dipinto di Cornelis van Poelenburgh in cui gli dèi accolgono Psiche sull’Olimpo.

Di grande il fascino il tema dell’assenza, come emerge ad esempio dal confronto tra «Psiche che vaga per il mondo cercando Amore» in una scultura di Ferdinand Schlöth (1882) e il trono vuoto che nei templi induisti balinesi attende il ritorno del dio.

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