La memoria a fior di pelle di Berlinde de Bruyckere

Nuove opere dell'artista concepite per la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

«Anderlecht III» (2018) di Berlinde De Bruyckere. © Berlinde De Bruyckere. Cortesia dell’artista e di Hauser & Wirth, fotografia di Mirjam Devriendt
Franco Fanelli |  | Torino

La pelle, «quella è la bandiera della nostra patria, della nostra vera patria. Una bandiera di pelle umana. La nostra vera patria è la nostra pelle»: così scriveva Curzio Malaparte rievocando i giorni della «peste di Napoli» nel 1943. Un’epidemia morale, non fisica, esplosa nell’Italia divisa a metà fra due invasioni: quella dei liberatori americani e quella degli oppressori nazisti.

La pelle di Malaparte, tragica, lucida e insieme visionaria immagine di un’umanità ridotta alla brutale esigenza di salvarsi la vita a ogni prezzo, ha forse qualcosa a che fare con il lavoro che Berlinde De Bruyckere (Gand, 1964) ha concepito per la sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo: è la stessa artista belga a collegarlo ai nostri tempi, che presentano sinistre somiglianze con il clima che negli anni Trenta precedette la guerra e l’Olocausto.

Il pensiero corre ai paralumi di pelle umana nei campi di
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